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Soft Administration: un convegno sulla semplificazione amministrativa



     

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L’Unione di Centro per il Terzo Polo ha organizzato un convegno sul tema della “Soft Administration” che si terrà martedì 29 novembre p.v., alle ore 11, presso la Sala De Gasperi della Camera dei Deputati.

Le pubbliche amministrazioni in Italia sono spesso percepite come un fastidio, un peso, un onere burocratico che frena lo sviluppo delle imprese ed è fonte di disparità ed ingiustizie per i cittadini.

A ciò si aggiunge la confusione tra gestione amministrativa e funzione politica che genera “costi di transazione” non sempre leciti.
La Corte dei Conti stima in sessanta miliardi l’anno i danni della corruzione, studi dell’Università Bocconi in circa duecento miliardi i costi del “non fare”.

Naturalmente questi dati sono approssimativi e talvolta fuorvianti.

Le pubbliche amministrazioni sono un elemento centrale e decisivo nello Stato di diritto, ove il potere è diviso e non può essere concentrato nel dominio totalitario della legge, e la loro qualità ed efficienza costituiscono fattori essenziali della crescita economica e della coesione sociale intesa come garanzia di diritti e di pari opportunità.
Per questo riteniamo necessaria una Pubblica Amministrazione più liberale, sussidiaria, partecipata, efficiente, informatizzata, meno costosa, con standard nazionali unitari, con meno enti e costi.
Si può osservare che l’Italia, di cui è storicamente nota la debole identità civica, esprime un modello di P.A. ibrido rispetto alla tradizione anglosassone (di common law) e a quella francese-continentale di diritto amministrativo, con elementi di entrambi i modelli.

È necessario fare un passo in avanti migliorando identità e performance.
Occorrono politiche ragionevoli di semplificazione in cinque direzioni:
1. semplificazione degli enti;
2. semplificazione normativa;
3. semplificazione delle procedure;
4. liberalizzazione dei servizi locali in forma imprenditoriale;
5. semplificazione informatica (e-government).


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Filomena Acquasanta |02-01-2012 15:59:46
Complimenti per gli studi sulla corruzione in Italia, ma bisognerebbe creare un movimento civico che indichi provvedimenti concreti ed induca il governo ed il parlamento ad attuarli; che sia trasversale ai partiti e nasca con il supporto importante delle classi piccola e media borghese.