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Le grandi banche mondiali si preparano al disfacimento dell’euro



     

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Le grandi banche mondiali si preparano al disfacimento dell’euroSolamente qualche tempo fa sarebbe sembrato uno scenario fantascientifico quello presentato oggi sulle pagine del New York Times: le più grandi banche mondiali preparano un piano di emergenza per il a disfatta dell’euro e, di conseguenza, dell’ eurozona.



E’ quanto descritto in un editoriale del New York Times, che pone l’accento sul fatto che, molte banche, tra le quali Nomura, Merrill Lynch e Barclays Capital hanno preparato numerosi rapporti all’interno dei quali prendono proprio in considerazione la seria possibilità di una distruzione dell'area euro. Secondo un sondaggio effettuato dal gruppo Barclays Capital su 1.000 clienti, il 35% pensa che uscirà dalla zona euro solo la Grecia, la metà pensa che almeno un paese uscirà dall'area euro e uno su 20 ritiene che tutti i paesi della periferia dell'Europa lasceranno entro un anno.Intanto in Inghilterra, Royal Bank of Scotland prepara piani di emergenza nel caso la disintegrazione euro diventi realtà e negli Stati Uniti le autorità di regolamentazione suggeriscono molto caldamente alle banche, vedi Citigroup, di ridurre la loro esposizione verso l'area euro.
Prontissima la risposta della cancelliera Angela Merkel, che ha reso noto al coro di osservatori che temono il crollo dell’eurozona, molto chiaramente, “E’ uno scenario che non potrà mai verificarsi”.
Ma nonostante le affermazioni della Merkel, proprio in Germania il gruppo Tui, colosso del turismo tedesco, ha recentemente contattato le catene alberghiere della Grecia chiedendo una rinegoziazione dei contratti in dracme, con lo scopo di tutelarsi da eventuali perdite nel caso la Grecia uscisse dall'euro.

Il crollo di Euroland sembra dunque vicino. Con il flop dell'asta dei Bund tedeschi poi, che ha indotto a pensare che la crisi del debito sovrano abbia minacciato di colpire la stessa Germania, considerata il pilastro della stabilità in Europa, alcune banche non sono più così certe e sicure di quanto la cancelliera tedesca abbia riferito. Nell’editoriale di NYT si legge che “In particolare le banche temono, perché la crisi del debito sovrano ha minacciato di investire la stessa Germania questa settimana, quando gli investitori hanno iniziato a mettere in dubbio il rango di principale pilastro della stabilità europea del Paese”. E sempre il New York Times evidenzia come in Francia e in Italia, “ Le banche non stanno mettendo a punto piani di emergenza perché hanno concluso che una disintegrazione dell'area euro è impossibile”.
Infine ieri, cita NYT come se non bastasse, Standard & Poor`s ha tagliato il rating del Belgio perché ai suoi occhi risulta impossibile che, in tempi rapidi, riduca il pesante debito, e giovedì scorso hanno diminuito i rating di Portogallo e Ungheria a livello spazzatura.
Ma l’uragano delle agenzie di rating non si ferma lì, infatti hanno già avvertito la Francia del rischio di una probabile perdita di AAA se le proporzioni della crisi aumentassero. Nonostante la pacatezza e la fiducia mostrata dai leader europei, che non vedono alcuna necessità di messa in atto di un piano alternativo, un piano B, qualche importante banca mondiale sembra proprio che si stia predisponendo a questo.

S.B.


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