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COIN, risse per i piumini a 10 euro: il ricavato è andato in beneficenza



     

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COIN: Piumini a 10 euro e il ricavato è andato in beneficenzaNon molti giorni fa i telegiornali nazionali mostravano le immagini di alcuni grandi magazzini americani che avevano dato inizio agli sconti successivi alla festa del ringraziamento: rissa e calca erano le uniche visioni ben distinte. Gli acquisti di Natale, però, anche in Italia sono iniziati con largo

anticipo nonostante la data “canonica” per montare l’albero di natale e il presepe sia l’8 dicembre (anche se la prima settimana dell’avvento cristiano cattolico è iniziata la scorsa settimana), molti clienti nel fine settimana si sono recati ad acquistare i primi regali.

La Catena COIN ha lanciato, anche via internet, un’iniziativa così originale e accattivante che molti italiani si sono alzati prima dell’alba per essere i primi a entrare in uno dei 33 negozi precedentemente pubblicizzati e “accaparrarsi” l’articolo: 5.000 piumini marca "democratic" a 10 euro venduti in varie città italiane.
In molti centri i primi clienti sono arrivati addirittura alle 3.00 del mattino (l’apertura prevista del grande magazzino è alle 9.00) ma la maggiore affluenza si è registrata alle 11.00; tutto perché l’articolo era venduto a quel prezzo fino ad esaurimento scorte (soltanto 100 pezzi in alcune città mentre in altre il numero aumentava fino a 400).
La COIN aveva già annunciato che il ricavato dell’articolo era a scopo benefico e andrà alla Green Cross (fondazione creata da Mikail Gorbaciov nel 1992) e il basso costo (quasi irrisorio per la tipologia di capo di abbigliamento) era proprio per accattivare la clientela e assicurarsi il “tutto esaurito”. Un’iniziativa promossa anche a livello radiofonico e, nei magazzini di Milano, sono intervenuti addirittura alcune voci di Radio Deejay, emittente che da sempre sponsorizza attività a scopo benefico o umanitario.

La situazione nei vari centri

In alcune città i clienti hanno trovato una soluzione “civile” che non ha creato particolari disagi: i primi clienti a Ravenna sono arrivati muniti di biglietti (da 1 a 100) e i commessi del negozio facevano entrare i “titolari” dei numeri 10 per volta… chi è arrivato dopo la consegna del primo numero a tre cifre (100) si è dovuto rassegnare e tornare a casa a mani vuote!
In altre città, come a Firenze e a Verona, è stato necessario l’intervento delle forze dell’ordine per tenere a bada gli oltre 400 acquirenti che si erano accalcati davanti le porte della COIN e i vigili urbani per regolare il traffico che, nel frattempo, aveva bloccato un’intera via.
Inutile dire che, nei centri “non organizzati”, in meno di mezz’ora è stato registrato il “tutto esaurito”.
In un capoluogo Veneto, tra i clienti era presente anche la locale squadra di calcio alla quale, però, non è stato concesso alcun favoritismo; gli incidenti davanti al magazzino hanno obbligato la polizia a sospendere la vendita dei piumini.

Marcella Sardo


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