Ieri Mario Monti, a Montecitorio, ha illustrato la manovra varata dal Consiglio dei Ministri, ribadendo che “Senza manovra non c’è futuro. Al dì fuori dell’euro, e misuro le parole, ci sono il baratro della povertà e della stagnazione".
Monti ha poi proseguito affermando che: "Il crollo dei redditi, del potere di acquisto, il prosciugamento delle fonti del credito, l’isolamento e soprattutto l’assenza di futuro per il Paese e le giovani generazioni sono già un segnale in quella direzione. Non esiste alternativa. I sacrifici di oggi ci danno la speranza di poter costruire nei prossimi mesi le basi di una fase di crescita”.
E così, mentre il decreto placa la furia dei mercati, un’altra tempesta si fa strada all’orizzonte, quella dei partiti, infatti Pdl, Pd e Terzo polo, anche se con posizioni diverse, hanno confermato il loro sostegno all’azione dell’esecutivo, i partiti esterni alla maggioranza che attualmente governa il paese hanno invece pesantemente criticato e disapprovato la manovra “salva-Italia”. Silvio Berlusconi consiglia a Monti di mettere la fiducia sulla manovra, altrimenti non uscirebbe vivo dal labirinto del Parlamento, ma nel contempo mostra anche segni di preoccupazione per possibili discrepanze di opinione che potrebbero nascere in seno al suo partito. E infatti le preoccupazioni di Berlusconi non tardano a trovare riscontro. Alcuni esponenti Pdl ieri pomeriggio hanno rilasciato commenti non proprio favorevoli al decreto varato da Monti. Comunque sia, per l’ex premier gli interventi di Monti sono necessari: “ questa manovra contiene diverse cose su cui non siamo aperti, tuttavia il problema non è una singola parte ma la necessità di approvare l’intera manovra per la situazione che si è creata. Adesso vediamo in commissione se possiamo portare qualche miglioramento, ma noi sosteniamo questo governo lealmente e continueremo a sostenerlo”.
Guido Crosetto ieri ha affermato che: “Ho tanto criticato Tremonti perché non faceva nulla per lo sviluppo e ora vedo che in questa manovra non c’è nulla per lo sviluppo. Ho sempre sostenuto una riforma delle pensione ma mai avrei potuto immaginarne di farne una così dura. Non parliamo poi della tassazione sulla casa.Faccio una previsione: così la Lega arriverà al 50% e anche noi parlamentari del Nord, del Pdl e del Pd, saremo costretti a chiedere la secessione”. L’ex ministro Raffaele Fitto invece dichiarava che: “Vedrete, il consenso di Monti si consoliderà. In 18 giorni lo spread è calato di 200 punti e le Borse continuano a crescere. Sarà pure un gioco della speculazione ma la realtà è questa. E poi diciamola tutta, la riforma delle pensioni l’avremmo dovuta fare noi, ma con la Lega non ci siamo riusciti”, dichiarazioni in netta concordanza con quanto sostenuto dallo stesso Berlusconi quando ha sottolineato che certe cose il suo governo non le ha potute fare perché non c’era un accordo nella maggioranza.Berlusconi ha poi affermato: “Monti ha fatto le cose che avremmo fatto noi. La manovra? Servirà la fiducia per approvarla”. Un dato sostenuto anche dal leader Udc Casini. Secondo alcune voci e indiscrezioni pubblicate dal Sole 24 ore, Berlusconi starebbe lavorando per un futuro politico post Monti in cui Udc e Pdl convergerebbero al centro, facendo partecipi anche quelli che lasceranno il Pd per un grande centro che escluda la sinistra interna ai democratici riuscendo così a governare senza la Lega. Ma scenari politici futuri a parte, il Cavaliere oggi deve gestire le due anime interne al suo partito, oltre a calmare la protesta della base e di una parte dell’elettorato che minaccia di abbandonarlo e votare Lega. Ieri a Montecitorio, i due ex alleati non si sono minimamente guardati.
Per quanto riguarda Ici e tassazione casa invece, per La Russa ci vorrebbe un emendamento che esenti il pagamento dell’Ici fino ai 100 metri quadri: “Se ci sarà un voto di fiducia, garantiremo un certificato di sopravvivenza - precisa l’ex ministro - ma alcune cose non ci piacciono”. Franco Frattini consiglia invece di non ostacolare troppo Monti, e chiede che dal Pdl venga un “assist”. In definitiva molte sono le voci che si alzano nel Pdl, ma anche Pd e altri partiti non sono da meno.
Il Pd sostiene compatto, per ora, che mettere la fiducia sulla manovra sia l’unico modo per non attuare una baraonda, un caos degli emendamenti, e il Cavaliere in tal proposito ha affermato, nella riunione con il segretario del Pdl Alfano e i capigruppo: “Noi dobbiamo percorrere questo tratto di strada turandoci il naso. Non possiamo fare altro. Credo che alla fine le maggiori tensioni si scateneranno nel Pd, soprattutto quando si comincerà a parlare di riforma del contratto di lavoro”. Intanto bisognerà sparare fumogeni per far vedere che il Pdl non accetta la manovra a scatola chiusa e ce la mette tutta per renderla più equa. Perché, come ha spiegato il capogruppo Cicchitto nel suo intervento in aula, i partiti devono fare i conti con il problema del consenso”.
E l’ex ministro La Russa ha aggiunto, in merito alla possibilità o meno di apportare modifiche al decreto: “vorrà dire che il decreto sarà solo ed esclusivamente del governo, non nostro”. Tentativi questi di alleviare il peso delle misure di Monti.
La manovra comunque resta ancora da approvare, e Monti riguardo ad essa ha parlato chiaro: “Non intendo e né intenderò mai minimizzare l’entità della manovra: Si tratta di forti sacrifici”. Sacrifici “temporanei circoscritti, distribuiti in modo equo, che sono essenziali per doppiare questo capo molto difficile della vita sociale”.
Ma fuori da Montecitorio il confronto si annuncia duro, con i sindacati. Cigl, Cisl e Uil che hanno proclamato uno sciopero per lunedì. E poi c’è il confronto con l’Italia dei Valori che ha definito il decreto: “La montagna ha partorito un topolino – ha detto Antonio Di Pietro – per alzare le tasse orizzontalmente ai cittadini e soprattutto ai ceti medi, lo si poteva fare con qualsiasi governo senza scomodare i professori”. La Lega invece, con Reguzzoni molto duro in aula, reagisce più scomposta, con Bossi che ha dichiarato entrando a Montecitorio: “Ma cosa è venuto a fare?”. Il Paese ha bisogno di posti di lavoro, ma questo governo non ha la minima idea di come crearli”, per il leader del Carroccio la manovra porterà, “solo depressione”. E all’affermazione dei cronisti riguardo ai mercati che l’hanno approvata così come farà il Parlamento, Bossi ha risposto: “Macché mercati e in Parlamento ancora deve passare. Ognuno si piglia le proprie responsabilità”.
GUARDA IL VIDEO Berlusconi: "Le misure di Monti? Le avremmo fatte anche noi"
S.B.












