Gli ebook rappresentano la nuova frontiera della lettura e del piacere ad esso connesso: dopo i “tascabili”, sono la rivoluzione più forte degli ultimi decenni. Con il supporto di un pc o di un tablet (meglio ancora dal punto di vista di dimensioni e comodità nel
maneggiarlo) il lettore ha la possibilità di portare con sé decine di libri e, se lo desidera, può acquistarne degli altri in tempo reale e senza nemmeno alzarsi dalla sedia.
Un mercato in forte ascesa che negli ultimi tempi ha visto triplicare le vendite e far venire i brividi agli editori che si occupano esclusivamente di carta stampata.
L'Ebook: una comodità – in ordine di spazio e di praticità nell’utilizzo che non ha eguali ma… di “uguaglianza” si parla se si prende in considerazione il prezzo: tutti i fornitori mantengono costi elevati.
L’indagine
Tutto è iniziato da un fascicolo aperto in Gran Bretagna dal Fair Trading Office che aveva destato l’interesse dell’UE. A marzo quest’ultima si era si era “docilmente” mossa avanzando “ispezioni a sorpresa” dagli editori ritenuti sospetti ma solo in questi giorni, la Commissione Europea ha deciso di ufficializzare formalmente un’indagine volta a capire se, dietro i prezzi imposti, esista veramente un “cartello”.
Da una nota ufficiale l’organo comunitario ha fatto sapere che gestirà la questione con “priorità” senza omettere la neutralità: “L'apertura della procedura – spiega un comunicato diffuso - significa che la Commissione affronterà il caso come priorità. Non pregiudica il risultato dell'investigazione".
Gli editori coinvolti sono al momento solo 5: Hachette Livre (Francia), Harper Collins (USA), Simon&Schuster (USA), Verlagsgruppe Georg von Holzbrinck (Germania) e Penguin (Gran Bretagna). Questi ultimi si sono resi immediatamente disponibili ad aprire i propri documenti contabili e gli accordi commerciali alla Commissione Europea, certi del fatto che non sarà riscontrata alcuna violazione delle norme sulla concorrenza.
La gestione della vendita
Tutta la vicenda pare sia nata dalla gestione della vendita portata avanti dalla Apple in modo difforme e “meno trasparente” di quella condotta da Amazon: se in quest’ultimo caso l’azienda offriva la possibilità di acquistare all’ingrosso e lasciare libertà nella vendita al dettaglio, il colosso di Cupertino ha imposto “prezzi di agenzia” che hanno influenzato la vendita al consumatore finale.
Non sono esclusi adesso i controlli di Bruxelles nelle altre aziende che vendono libri virtuali: si attende la valutazione dagli store di Google per verificare se anche in questo caso sono adottate politiche anti concorrenziali o se, come Amazon, dovrà essere considerata come parte lesa per delle prassi non corrette.
Marcella Sardo












