
Governo, possibili risvolti politici: Monti al Quirinale e Passera premier
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- Creato Mercoledì, 07 Dicembre 2011 09:41
- di Francescochristian Schembri
- Categoria: Politica
Dopo l’uscita di scena di Silvio Berlusconi dal governo e l’ingresso del professor Mario Monti la politica intesa in “senso stretto” inizia a prepararsi per la campagna elettorale del prossimo 2013.
Se il compito del governo è attualmente quello di risanare le casse dello Stato e cercare di evitare il tracollo del nostro Paese, è pur vero che da più parti si cerca di capire quale possa essere lo scenario ideale per vincere le prossime elezioni politiche.
Secondo alcuni i tempi sono ancora prematuri, ma da più parti, centro-destra e centro-sinistra, si iniziano a fare i primi nomi per la guida del prossimo governo.
La manovra “lacrime e sangue” del professore Monti infatti ha sì reso infelici gli italiani, ma da gli ultimissimi sondaggi sembra che la figura dell’attuale premier goda ancora di ottima stima fra il popolo (secondo l’ultimo sondaggio Ispo Mario Monti infatti si attesta al 64% di gradimento).
Un dato di non poco conto, che la politica in senso stretto sicuramente non perderà di vista, cercando di vincere con una figura carismatica e cambiare l’asse dell’attuale governo da “tecnico” a “politico”.
Ed allora ecco che anche ieri a “Porta a Porta” la presenza dell’ex Ad di Banca Intesa, il ministro Corrado Passera, sembrava piuttosto una incoronazione che, vedrete nei prossimi mesi, andrà pian piano prendere sempre più forma. Fin da subito infatti la scelta di Mario Monti di affidare a Passera il compito di “super-ministro” ha lasciato molti, addetti ai lavori e comuni cittadini, attoniti e pensierosi per il retroscena che ancora oggi si trama alle nostre spalle.
Passera infatti ha lasciato Banca Intesa, il primo istituto italiano, per andare a fare il ministro per un anno: scelta coraggiosa per amor di Patria o semplice garanzia per un futuro politico da neo premier? Secondo molte indiscrezioni infatti, la scelta di Corrado Passera va al di là del semplice incarico ministeriale assunto fino al 2013 (sempre che questo governo andrà a scadenza di legislatura). Potremmo infatti interpretare questa decisione in una “scelta di campo” di berlusconiana memoria. Passera lascia il mondo delle banche ed entra a pieno titolo in politica. È questo lo scenario che quasi certamente incoronerà l’attuale ministro, futuro e probabile Presidente del Consiglio.
Non è strano infatti che se andiamo a vedere qualche tempo fa, lo stesso nome di Corrado Passera fu accostato a un governo di centro-destra, un esecutivo guidato da Berlusconi in cui avrebbe potuto avere un ruolo di rilievo: tutto, poi sfumò.
Oggi invece sembra prendere piede l’idea che alletta molti degli attuali schieramenti politici. Ma si badi bene, questo la “politica” lo sa e soprattutto la Lega Nord non è d’accordo all’ipotesi di affidare l’Italia ad un ex banchiere che presumibilmente farà esclusivamente gli interessi di quest’ultimi.
Ma in tutto ciò l’attuale premier Monti che fine farà? Non è da escludere che un governo guidato da Passera potrà consentire al professore di raggiungere il Quirinale e prendere così il posto di Giorgio Napolitano.
Francescochristian Schembri
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