Le Istituzioni pubbliche sempre di più si stanno rendendo conto dell’importanza del valore aggiunto offerto dallo Know-how femminile e dal ritorno economico che deriva da una donna che lavora. In questo momento di crisi globale è indispensabile incentivare la crescita
produttiva e, se la difficoltà è quella di trovare un lavoro come dipendente, la soluzione potrebbe essere proprio quella di puntare sull’imprenditoria femminile.
Lo ha ben capito Bruxelles che, per alzare la percentuale di aziende “rosa” dall’attuale 34,4%, ha lanciato un’interessante iniziativa basata sul principio della “rete” di imprese e di competenze che può essere sviluppata in modo capillare nel territorio: il progetto sarà sviluppato in 17 paesi mettendo a disposizione – per le titolari di aziende fondate da 2 a 4 anni fa - 170 manager di successo.
Antonio Tajani, vicepresidente della Commissione Ue responsabile per l’industria, ha dichiarato che “la creatività e le potenzialità imprenditoriali femminili rappresentano chiaramente la fonte di crescita economica e di nuovi posti di lavoro meno sfruttata, che va dunque ulteriormente sviluppata in Europa’’.
La nuova proposta in campo è quella di offrire un supporto pratico basato sul case history fornito da chi veramente conosce i problemi affrontati da un’imprenditrice.
La conciliazione della vita familiare e professionale, l’implementazione delle competenze trasversali e l’affermazione del proprio ruolo di fronte a colleghi maschi, ad esempio, sono delle difficoltà comuni in tutta l’eurozona e che spesso frenano le donne a intraprendere un cammino professionale autonomo.
Superare la fase di start-up e riuscire ad accedere ai fondi pubblici (messi a disposizione dalla Regione, Stato o Comunità Europea) può essere un contributo talvolta indispensabile. Ed è proprio per questo che le imprenditrici che potranno beneficiare di questa importante iniziativa devono avere un’azienda “giovane ma non troppo” perché il contributo UE – abbondante ma non illimitato – deve supportare chi già ha risolto i problemi relativi alla prima fase dell’avviamento dell’impresa ma che, ancora, deve mettere al pareggio il bilancio aziendale e far salire i guadagni.
Marcella Sardo












