Da un rapporto dell'Anagrafe tributaria, emerge un panorama italiano sconfortante, ovvero un esercito di falsi poveri che dichiarano al fisco a malapena, in un anno, 20.000 euro ma che posseggono barche di lusso di 17 metri, bolidi da strada e perfino aerei.
Il riscontro della tributaria parla di almeno 42mila “poveri” che addirittura superano i benestanti e i veri ricchi presenti sul suolo del Bel Paese. Altro che evasione fiscale di pochi furbetti, i dati parlano di un possente esercito con una dichiarazione dei redditi pari a quella di un operaio. Il rapporto effettuato dell’Anagrafe tributaria è stato stilato per studiare gli effetti tangibili della tassa sul lusso inserita nel decreto “salva-Italia” dall’esecutivo di Mario Monti ed ha portato allo scoperto innumerevoli verità. La prima e indiscussa verità emersa è che in Italia le tasse le pagano veramente in pochissimi e purtroppo sempre gli stessi. Ben circa 42 milioni di contribuenti, pari più o meno al Il 66,4% contribuenti Irpef, vivrebbe ai limiti di povertà ma con una passione estrema per il lusso: sono i soliti ignoti, gli evasori di lusso. Anche loro di questi tempi dovranno stringere la cinghia però, soprattutto con la nuova austerità del Governo Monti, e prima di far decollare l’elicottero ci penseranno due volte forse. Soprattutto per gli ingenti aumenti dei carburanti.
Le stime parlano di 518 possessori di aerei, il 25,7% dei veicoli che circolano, che ora dovranno pagare anche la supertassa sugli aereomobili.Poi ci sono i contribuenti che dichiarano tra i 20 e i 50 mila euro con i loro super bolidi, pari ai 217.334 di auto intestate, il 36,6% dei veicoli registrati al Pra. 26.460 sono i proprietari di yacht che vanno dai 10 metri in su. La tassa sul lusso “penalizzerà” questi “ricchi e furbi” o questi nuovi “poveri” con molto lusso. Furbi forse neanche tanto visto che dichiarano redditi così bassi che nemmeno uno stolto crederebbe alla possibilità del mantenimento dei loro stessi beni.
Un Paese davvero anomalo il nostro, dove il lusso diminuisce al crescere del capitale dichiarato al fisco. Infatti i cosiddetti ricchi che si godono il lusso, e che dichiarano oltre 100mila euro non arrivano alle 400mila unità. Un 1% scarso delle persone fisiche note all'Anagrafe tributaria si permette certi lussi, come viaggiare su macchine costosissime e barche da capogiro.
I dati in possesso dell'amministrazione finanziaria dimostrano che l’evasione fiscale italiana è un fenomeno esteso a macchia d’olio e, forse, la scelta del governo tecnico di puntare il dito sulle capacità di spesa dei contribuenti sarà la giusta via per scovare i "finti-poveri" che vivono nel lusso. La manovra varata fornirà anche lo strumento per mappare nomi e cognomi dei possessori di beni di lusso e dei loro movimenti bancari. A partire dal 1° gennaio 2012 infatti, le banche e le agenzie finanziarie avranno l’obbligo di comunicare al fisco tutte le movimentazioni effettuate nei loro rapporti con la clientela. La conclusione è che, per colpa dei “finti poveri” che hanno pari reddito dei veri ricchi, ma non lo dichiarano, i pochi onesti facoltosi, quel misero 1% del totale analizzato, dovrà subire la tanto odiata patrimoniale sul lusso.
S.B.












