Mercoledi, 23 Maggio 2012

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Casta, ricchi premi e cotillon: politici sistemano parenti e amici negli Istituti di cultura esteri



     

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Casta, ricchi premi e cotillon: i politici sistemano parenti e amici negli Istituti di cultura esteriC’è una legge che risale al 1990, la 401, la quale permette nomine, dei politici di turno, di dieci "personalità di chiara fama" in dieci capitali del mondo, tra le più prestigiose.

E così, capita sovente che i politici sistemino parenti, ex collaboratori e amici per due anni, rinnovabili per una volta. Ne sono un lampante esempio gli Istituti italiani di cultura. E crisi a parte, tra il ministero degli Affari Esteri e le oltre 350 sedi diplomatico-culturali ubicate all’estero, c’è un sostanzioso flusso di denaro pubblico , molto caotico e poco controllabile, meccanismo perfetto per celare privilegi politici, meccanismi clientelari e nomine di parenti. In sostanza gli Istituti italiani di cultura sono una vera e propria “parentopoli culturale”. Una sorta di parcheggio d’oro per persone nominate per via politica. I direttori degli IIC hanno stipendi elevati, intorno ai 15mila euro al mese (netti), e vengono nominati dal potente di turno, con tutta una serie di scambi di favori e amicizie, senza che i candidati abbiano particolari meriti, anche se la legge 401 del 1990, art. 14 comma 6 parla esplicitamente di “personalità di chiara fama”.
La nomina per via politica dei direttori è legale e sotto gli occhi di tutti, come spiega un funzionario del ministero che chiede anonimato, “Questa parentopoli è da lungo presente al ministero degli Affari Esteri sia per soddisfare esigenze interne, non meno di quelle esterne, e ha assunto una rilevanza i cui effetti non si sono esauriti, talora contrassegnati da decisioni bipartisan, un criterio che il ministro Frattini non ha mai rinnegato, non senza dare notevoli opportunità al personale diplomatico di occupare, specie in Europa, posti di prestigio in ambito UE”.

E così, grazie a questa legge, ci si può imbattere, a Madrid, nella nuova dirigente scolastica che non parla spagnolo, nominata per ingerenze del ministero della Pubblica Istruzione nel settore delle scuole italiane all’estero con pretesa, da parte del gabinetto di detto minestero, di chiedere la destinazione all’estero di propri familiari. Infatti a Madrid, si è provveduto ad assegnare il posto da dirigente scolastica, alla Sig.ra Fechi, senza opportuna conoscenza dello spagnolo. Sempre il funzionario del ministero dice: “La signora si chiama Fechi ed è la moglie di uno stretto collaboratore dell’ex ministro Gelmini Murano“. Le autorità spagnole si sono poi espresse con riserva. A Parigi, oltre al bellissimo capolavoro di Leonardo Da vinci, la Gioconda, ci si può imbattere anche in Marina Valensise, giornalista del Foglio di Giuliano Ferrara, corrispondente per Canale 5, sorella dell’ambasciatore a Berlino Michele Valensise, che ha ricevuto il passaggio del testimone, 15mila euro al mese, da Giorgio Ferrara, fratello di Giuliano Ferrara.
Franco Frattini invece, prima di lasciare il suo incarico di ministro, ha sistemato i suoi collaboratori; sta infatti per formalizzarsi la nomina all’Istituto di Bruxelles di Federiga Bindi, che era collaboratrice diretta del ministro Frattini. A New York c’è l’ “esperta di questioni culturali”, ex-moglie dell’ex ministro Sandro Bondi, Gabriella Podestà, che guadagna solo 15mila miseri dollari al mese. A Mosca troviamo Angela Carpifave, amica personale di Berlusconi, che dopo 8 mesi dal suo arrivo ha avuto qualche problemino: gli intellettuali russi pregarono vivamente lo stesso Berlusconi di sostituirla, perché non proprio capace nelle relazioni con il governo locale.
Nella capitale inglese occupa il posto di direttore, Carlo Presenti con 16.500 euro al mese netti ricordato perché chiuse biblioteche e aule per l’insegnamento dell’Italiano. E sempre a Londra c’è l’esperta di arti visuali, Rossanna Pittelli, sorella dell’onorevole Giancarlo Pittelli (Pdl), e su di lei, la fonte diplomatica in incognito fa sapere che: “Da queste parti è nota per le sue assenze dal posto di lavoro e per consulenze. Viaggia sui 10mila euro al mese”. Altri fatti di clientelismo politico sono stati registrati in Brasile, a Zagabria, a Tokyo, Kyoto e Argentina con nascite di veri e propri conflitti interni con il personale di ruolo e successivi ricorsi in loco. Questi fatti non solo hanno bloccato le attività degli Istituti di cultura, ma hanno anche dato un’immagine scadente del nostro Paese che ha poi avuto ripercussioni nei circoli culturali dei Paesi stranieri interessati circa la produzione letteraria italiana destinata alle traduzioni linguistiche.

Il senatore di Fli Aldo Di Biagio con interrogazione scritta ha chiesto chiarimenti su alcuni fatti, e in particolare su come fosse possibile nominare, in un istituto italiano all’estero, qualcuno che non conosce neppure la lingua del paese di destinazione. Di Biagio, con rassegnazione, afferma: “La risposta è stata a dir poco evasiva, ma la persona in questione è stata richiamata ai ruoli metropolitani, non senza dare un segnale negativo alle stesse autorità e comportando oneri non trascurabili a carico dell’erario nazionale”.
Si riconfermano furbi i soliti furbi, è sempre stato così e sempre, forse, lo sarà. Così come forse non faranno gli interventi sullo scalone previdenziale di 6 anni, l’abrogazione dei vitalizi, segno di giustizia e sacrificio dei politici nei confronti del Paese in questo momento di austerità, almeno per mitigare il duro colpo contro la casa o il rincaro dei carburanti. E mica sotto Natale, tra l’approvazione della manovra e l'arrivo del panettone, troveranno il tempo per eliminarsi qualche privilegio i nostri onorevoli politici italiani, figuriamoci: è la Casta bellezza, e quanto ci costa.

S.B.

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