Mercoledi, 23 Maggio 2012

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Il libro segreto di Gesù. Una valida contro-proposta di fronte ai detrattori



     

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Cover_jpegHo letto con grande interesse Il libro segreto di Gesù, edito da Newton Compton e scritto da Simone Venturini. Nuova luce su "I tre giorni che hanno cambiato il mondo" è data dalla parte dedicata ai viaggi ai confini della morte. Coloro che hanno vissuto tali esperienze di pre-morte, chiamate con termine inglese Near Death

Experiences (NDE) concordano nel dare particolare risalto alla presenza di una luce luminosissima, ma non di questo mondo, che li ha accolti e accompagnati nel loro viaggio subito interrotto. Analogia sorprendente con il racconto dei vangeli, allorché si soffermano sul corpo di Gesù che, durante la trasfigurazione, divenne splendente come il sole.

Questo mi pare il punto fondamentale e originale del lavoro, non trattato da altri precedentemente: "La luce sarebbe l'indizio principale collegherebbe tra loro non solo il fenomeno della trasfigurazione e quanto sarebbe accaduto dentro il sepolcro di Gesù, ma rappresenterebbe altresì il misterioso legame tra quei fatti e le "NDE" (pag. 122 del libro).

Da lì derivano tutte le altre abbondanti analisi su reperti e avvenimenti che dimostrano sia la natura divina di Cristo, sia la veridicità ed attendibilità dei Vangeli, di cui le ultime scoperte hanno rinforzato la datazione tradizionale, soprattutto dopo l'analisi del frammento 7Q5, ritrovato insieme ad altri nelle grotte di Qumran ad occidente del Maro Morto, nei pressi dei ruderi di un insediamento monastico, ricordato da Plinio (Nat. Hist. V, 15,73).

L'accostamento con la Sindone di Torino ne è la logica conseguenza e l'autore ripercorre il percorso che ha portato a riconoscere l'autenticità e il carattere soprannaturale della reliquia. E potrei continuare.

Dinanzi ai tanti detrattori, razionalisti, ipercritici sempre più numerosi in questi ultimi tempi, che menano vanto di usare la loro razionalità per dimostrare l'illogicità e quindi l'infondatezza di tutto ciò che riguarda la natura divina di Cristo, ben venga un lavoro come questo, volto a ricondurre l'evento più straordinario della storia nei giusti confini della serietà dell'indagine critica. Ne è prova, tra l'altro, l'ampia discussione delle fonti posta alla fine del volume.

Dicevo di questi detrattori. I più benevoli, al massimo, ammettono soltanto la possibilità della fede, vista come una necessità psicologica dell'uomo che deve creare qualcosa di superiore a cui credere. Invece riteniamo che un buon mezzo di risposta sia proprio quello di affrontare costoro nel loro campo specifico, in cui si credono imbattibili, ovvero sulla razionalità. Ne deriveranno delle sorprese in senso favorevole all'effettiva presenza della divinità attraverso la Rivelazione. E non poteva essere diversamente. Infatti, se Dio è anche somma intelligenza, essendo sommo Vero, si devono necessariamente comprendere razionalmente i suoi atti terreni compiuti attraverso il figlio, che, proprio perché terreni, pur nella loro straordinarietà, possono essere analizzati e dimostrati da una mente pur sempre terrena come la nostra.

Prof. Pietro Magno

Università di Lecce

Università di Bari


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