Enza C. Guagenti intervista per Corriere informazione Irene Catarella, autrice della silloge “Canti ancestrali”, filologa ed esperta di letteratura amorosa.
Un sereno pomeriggio domenicale, il sole non si ritira ancora. Irene arriva puntualmente con la sua consueta solarità. “Quattro chiacchiere” tra amiche e... ciak si gira, mentre il dialogo si fa più profondo.
I temi- La mia interlocutrice trasmette una energia positiva e delle idee molto chiare sull'amore, sulla capacità della poesia di divenire rito di celebrazione di questo sentimento universale: “Quando il mio sangue irrigò il tuo corpo io mi svegliai interprete dei sogni e cominciai a decifrare le anime. E nell'amarti mi si rivelò la sensualità della beatitudine. Persone e cose si tinsero di viola, restaurando le sfere della compiutezza. E scoprii che il benessere dell'umanità è alchimia di purezza passionale e profondità spirituale”, scrive l'autrice in "Disvelamento", una delle liriche più significative della raccolta “Canti ancestrali”.
Poesia e rito- Un lavoro veramente emozionante, un viaggio nell'animo umano che si propone di condurre il lettore alla conoscenza del proprio io più profondo attraverso un esperimento rituale. Un moderno metodo maieutico posto al servizio di chi sente il bisogno di approfondire la conoscenza di sé. Un emozione da leggere, un'esperimento da vivere.
Ecco il video
Video intervista esclusiva alla poetessa Irene Catarella
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Enza C. Guagenti













