L’ISTAT ha fotografato gli italiani e il loro rapporto con il web; un’indagine che cercava di capire chi, come e per quanto tempo sceglie di navigare nel web e quali differenze si registrano con il resto dell’Europa.
L’accesso e la diffusione di internet non è omogenea in tutto il paese e le indagini hanno registrato ancora forti gap infrastrutturali e culturali che bloccano come un firewall - per rimanere nel gergo – questo connubio che, nel resto dell’Europa, è ormai ampiamente consacrato.
I dati estrapolati dall’Istituto di Statistica diventano fondamentali per le aziende che intendono espandersi nel mondo del web; l’ecommerce, infatti, diventa sempre più presente e l’implementazione dei motori di ricerca che suggeriscono gli acquisti e le qualità dei prodotti sono sempre più monitorati dagli italiani.
Qual è il target sul quale puntare? Chi sono gli italiani che si collegano a internet? Cosa fanno in rete? Come impostare le proprie campagne pubblicitarie? E in quali canali? Chi fruisce del sito aziendale?
Ecco alcuni dati che possono tornare utili agli imprenditori.
Le infrastrutture
Il nostro paese, rispetto all’Eurozona, è al 22esimo posto per quanto riguarda l’utilizzo della banda larga, un gap infrastrutturale che ostacola la completa diffusione di questo canale multimediale. La mancanza di infrastrutture idonee, del resto, era stata riscontrata anche in precedenti ricerche effettuate non soltanto nell’uso privato di un pc e una conseguente connessione internet ma anche come supporto formativo negli istituti scolastici (ancora carenti rispetto a quelli del resto dell’Europa).
I cittadini più tecnologici
Abitano nelle regioni del Nord Italia, hanno un figlio di minore età e un buon livello di istruzione: questi i principali cybernauti del nostro paese che, rispetto al 2010, hanno ridotto il gap con le categorie “opposte” anche se non si è raggiunto ancora il pareggio.
I più piccoli – grazie anche alla crescente diffusione di giocattoli tecnologici (mini pc e consolle portatili) – stanno acquisendo sempre più competenze nel settore tecnologico e, da quanto emerge dall’indagine, nel 2011 la metà della popolazione italiana dai 3 ai 6 anni usa un pc e oltre questa fascia di età la stessa proporzione è riferita a coloro i quali navigano su internet.
“Essere” in rete, dunque, sta diventando sempre più la parola chiave del nuovo millennio - anche se questo trand prosegue con una (forse troppo) lenta ascesa – e poco importa se le competenze possedute dall’utente sono basilari e si fermano alla dattiloscrittura, alla funzione “copia – incolla” o a chattare; del resto per navigare non è necessario saper installare un programma o programmare un sistema operativo.
Come si implementano le competenze? L’Istat risponde anche a questa domanda: tramite il fondamentale supporto di parenti, amici o colleghi di lavoro.
Le cause dell’assenza
In una società in continua evoluzione appare sconcertante l’analisi delle motivazioni che spingono ancora molti italiani a rimanere “fuori dalla rete”; esclusi coloro i quali non hanno le competenze per utilizzarlo per un basso livello di istruzione o perché sono anziani, dai dati dell’Istat è emerso che “il 26,7% considera Internet inutile e non interessante, il 12,7% non ha accesso a Internet da casa perché accede da un altro luogo, l'8,5% perché considera costosi gli strumenti necessari per connettersi e il 9,2% perché ritiene eccessivo il costo del collegamento”.
Cosa si cerca su internet?
La crescente diffusione dei social network (Facebook e Twitter in primis) sta trainando il settore delle comunicazioni che, per la vita frenetica che riduce il tempo a disposizione per le relazioni pubbliche, sono sempre più gestite sul web. Gli italiani, dunque, si incontrano sempre meno per condividere esperienze, pensieri ed emozioni tramite web (o webcam).
Settore trainante è anche quello della ricerca – come è stato anticipato – di prodotti e servizi che vengono scelti in rete o, addirittura, direttamente acquistati e ricevuti per posta a domicilio (magari anche pagati tramite trasmissione dei dati della carta di credito e sempre meno in contrassegno).
La crisi economica e l’implementazione dei cellulari – che sempre più sono simili a dei mini pc – ha incrementato la fruizione di giornali online a discapito di quelli cartacei.
Chi utilizza internet, dunque, lo sfrutta a 360 gradi ricercando qualsiasi tipo di informazione, comprese le informazioni sanitarie o quelle relative all’intrattenimento e i viaggi.
Marcella Sardo
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