Superate le festività natalizie, e con la manovra da 30 miliardi alle spalle, l’Esecutivo guidato da Mario Monti si prepara alla seconda fase dei provvedimenti governativi: quelli relativi alla crescita del sistema Paese. Il professore è rientrato oggi a Roma, dopo avere trascorso le festività nella sua Milano.
Fra le prime indiscrezione i provvedimenti che apriranno questa nuova fase sarebbero le liberalizzazioni e la riforma del mercato del lavoro.
Fra i primi appuntamenti istituzionali di Monti c’è un incontro con il presidente della Regione siciliana e leader dell’Mpa Raffaele Lombardo.
Nel frattempo i sindacati non tolgono l’attenzione dai provvedimenti sino ad ora presi dal Governo e da quelli solamente annunciati. Duro il giudizio di Susanna Camusso “se il Governo pensa di andare diritto lungo la sua strada, troverà ostacoli contro cui andrà a sbattere”. I sindacati non ritengono ancora chiusa quella che viene chiamata fase uno, e chiedono modifiche sulle pensioni e sulla patrimoniale.
Anche Silvio Berlusconi interviene, difendendo l’opera da lui svolta sino al 12 novembre, giorno delle sue dimissioni, “fino all'estate scorsa – ha detto l’ex presidente del Consiglio - i conti erano in ordine, tagliando le spese invece di aumentare le imposte. Ora le nuove tasse rischiano di compromettere i consumi e portare l'economia in recessione”.
Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, interviene in questa situazione surriscaldata, forse anche per evitare quel clima avvelenato che si era creato durante il Governo Berlusconi e che aveva delegittimato il nostro Paese agli occhi dell’Europa e del mondo, ribadendo che l’Italia uscirà fuori da questa situazione, ma per uscirne l’arma da usare è quella della coesione sociale.
Antonio Marchetta













