Mercoledi, 23 Maggio 2012

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Frodi alla Sanità ed evasione fiscale alla pari: necessarie ulteriori verifiche su dipendenti



     

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Frodi alla Sanità ed evasione fiscale alla pari: saranno necessarie ulteriori verifiche su dipendenti del settoreDai dati raccolti in tre anni di indagini, su sprechi e brogli nella sanità, a cura della Guardia di Finanza, emerge un panorama inquietante: spesa pubblica sprecata, oltre al malaffare imperante, al pari dell’evasione fiscale.


E purtroppo i numeri emersi ci indicano sempre e solo una cosa: a pagare lo scotto impietoso sono sempre i cittadini italiani. In ben tre anni le Fiamme Gialle hanno portato alla luce danni erariali per due miliardi e frodi sanitarie per almeno 500 milioni. Un dato allarmante, per di più se si aggiunge che tutti i contribuenti Irpef saranno chiamati a versare un contributo alla sanità pubblica per complessivi 2,08 miliardi, visto che aumenterà l'addizionale regionale all'Irpef. Le indagini della Guardia di Finanza hanno avuto un balzo, soprattutto, in questo ultimo anno, il 2011, dove hanno verificato e accertato frodi per ben 276 milioni inerenti 11 mesi del 2011, paragonabili a quasi 10 volte in più rispetto al 2010, dove risultavano frodi per 30 milioni. Inoltre, sono triplicate, o quasi, le segnalazioni alla Corte dei Conti inerenti danni erariali nei confronti di operatori del settore sanitario: nel 2010 sono state 520 e quest’anno ben 1.402.

Con questi dati alla mano ci sarebbe ben poco da sperare per un rapido risanamento dei conti pubblici, ma il comandante generale della Guardia di Finanza Nino Di Paolo indica per il 2012 alcune ricette per sventare il maggior numero possibile di “furbizie” dannose per i conti pubblici, e come priorità primaria pone, in cima alla lista, le verifiche sull'attività dei dipendenti pubblici, primaria perché riguarda proprio esborsi illegittimi nel settore. Gli accertamenti hanno anche permesso di recuperare somme relative a doppi lavori svolti dai dipendenti del settore, senza autorizzazione, e per la stragrande maggioranza dei casi accertati l'orario di lavoro pubblico non veniva completato, oltre ad evadere ulteriori tasse sul secondo lavoro espletato. In pratica, un gran numero di dipendenti di aziende pubbliche ed enti locali svolgono per il settore privato la stessa attività per la quale sono invece stipendiati dallo Stato.
Un dossier preciso e attento quello stilato dalle Fiamme Gialle, che dimostra come la tutela della spesa pubblica, come la lotta all'evasione, consenta di ridurre gli sprechi e gli oneri a carico dello Stato: sono ben 3.300 impiegati e funzionari che hanno svolto doppi incarichi negli ultimi tre anni. Dato che comporta circa 30 milioni di euro con un danno erariale che va oltre i 55 milioni di euro; a questo si sommano tutti i dipendenti pubblici denunciati per aver provocato perdite finanziarie al Servizio sanitario nazionale.
Nel 2011 su 1.927 controlli sono stati denunciati 2.137 dipendenti pubblici, con una frode che tocca i 280 milioni di euro. I dati relativi al 2010 invece parlano di 1.401 controlli effettuati con 1.891 dipendenti scoperti a commettere illeciti con una somma di denaro da recuperare di poco inferiore ai 30 milioni di euro. I dati del 2009, indicano 1.827 ispezioni, con circa 3.459 dipendenti denunciati, con una frode ai danni dello Stato di gran lunga maggiore a quella del 2010: oltre 98 milioni di euro frodati.

I dati riportati bastano dunque per riscrivere la lista delle priorità, che riguardano appunto due settori relativi alla Sanità, infatti si legge: “Le condotte illecite degli operatori di settore, che tendono ad intercettare gli ingenti flussi di spesa destinati al campo sanitario e sono solitamente riscontrati nella gestione e nella fornitura di beni o servizi sanitari; i comportamenti dei privati cittadini finalizzati a fruire di prestazioni a condizioni a cui non avrebbero diritto”.
Le Fiamme Gialle nei prossimi mesi, concentreranno maggiormente i controlli verso le procedure di ricovero e verso le esenzioni dal pagamento dei ticket.

I CASI. Tra i brogli venuti alla luce ce n’è per tutti i gusti, si parte da ingenti prescrizioni di farmaci sino a noti medici di base rimborsati per pazienti fantasma, inesistenti. Durante il percorso si incappa, anche, nelle false autocertificazioni, singoli privati che redigono il certificato per ottenere prestazioni sanitarie in regime di esenzione non spettante, in attestazioni di ricovero falso o falso tipo di ricovero. Numerosi poi i casi di malasanità per finti ricoveri in regime di emergenza, il caso riguarda maggiormente le case di cura private che ottengono la convenzione solo in caso di ricoveri di emergenza, anche se, nella maggior parte dei casi non hanno un servizio di ricovero in emergenza. Si passa infine, alla mancata attuazione delle previste forme di distribuzione diretta o "per conto" dei farmaci, e al fraudolento frazionamento dei periodi di lungo degenza che superano il limite massimo di durata del ricovero rimborsato dal Ssn.
Per combattere la frode sanitaria, la Guardia di Finanza collaborerà con le Asl, e questa operazione sarà resa possibile grazie al protocollo d'intesa stilato con le Regioni che permetterà l'accesso ai sistemi informatici e il relativo controllo delle posizioni dei singoli cittadini che beneficiano delle erogazioni del servizio sanitario nazionale.
L'apporto della Guardia di Finanza dunque, all'attuazione delle priorità fissate nella direttiva dell'Autorità di Governo, e che riguardano azioni inerenti la stabilizzazione dei mercati finanziari e della situazione economica, la ripresa della crescita, la riduzione dell'incidenza del debito pubblico, e il contrasto all'evasione e all'elusione fiscale, dovrà riguardare primariamente quei fenomeni illegali che maggiormente incidono sulla spesa pubblica.

Gli esempi di buona amministrazione e accurati servizi agli ammalati sembrano essere merce rara al giorno d’oggi, la sanità nazionale, in certe regioni, segue sempre più in fretta il passo della crisi in cui sta affondando il Paese. Tuttavia, resta comunque di primaria importanza evitare pesanti tagli e aumenti delle prestazioni inerenti la parte sana del settore della Sanità pubblica.

S.B.

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