Mercoledi, 23 Maggio 2012

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Liberalizzazioni: il Governo procede nonostante le minacce. Riforme su carburanti, taxi, farmacie, banche, assicurazioni



     

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Liberalizzazioni: il Governo procede nonostante le minacce. Riforme su carburanti, taxi, farmacie, banche, assicurazioniSolo facendo saltare i colli di bottiglia che impediscono alla nostra economia di esprimere tutte le sue potenzialità, si potrà davvero considerare avviata la fase due della crescita” è questo uno degli ultimi commenti di Monti sul tema caldo delle liberalizzazioni previste dalla fase 2 della manovra e a proposito delle quali si sta pensando ad un decreto blindato per

evitare azioni ostative da parte delle lobby.

Il decreto, che potrebbe essere varato entro il mese di gennaio, conterrà delle regole generali: i singoli settori verranno poi disciplinati da appositi interventi. "Il Governo opererà in diversi momenti decisionali e attraverso provvedimenti legislativi e amministrativi” ha sottolineato il premier.

Un’intervento di liberalizzazione a 360 gradi, dunque, è quello che si propone di attuare il successore di Berlusconi, “liberalizzazioni equilibrate e pragmatiche, ma non timide”, lobby, partiti politici e associazioni di categoria permettendo.

Un certo disarmo multilaterale di tutte le corporazioni - ha dichiarato ieri Monti alla trasmissione “Che tempo che fa” di Fabio Fazio - può consentire più spazio alla concorrenza ed ai giovani. Bisogna infatti fare diverse cose: creare più spazi per la concorrenza ed il merito in diversi settori. Liberalizzazioni? Si chiamano liberalizzazioni ma può sembrare un termine in parte ideologico: qui si tratta di ridurre quelle protezioni, quei diversi modi in cui ogni categoria in Italia più che in altri Paesi cerca di avvantaggiare chi è incluso nella roccaforte rispetto a chi è fuori".

Ma vediamo meglio quali settori verranno coinvolti.

Carburanti, una riforma che pare sia pronta da anni ma che non è stata mai attuata. Tra i punti principali l’eliminazione dell’esclusiva: ogni benzinaio, praticamente, potrebbe erogare carburante di diverse compagnie con la conseguenza di un abbassamento dei prezzi da parte di queste per ragioni di tipo concorrenziale. Il provvedimento non è visto di buon occhio né dalle compagnie petrolifere né dai gestori.

Farmacie: sul tavolo del Ministro dello Sviluppo la proposta di aumentarne il numero e liberalizzare la fascia C. Prevista anche l’aumento della multi-titolarità in capo ad un soggetto: da 4 a 8.


Taxi, un settore già sul piede di guerra per combattere l’iniziativa governativa che prevede, tra le altre cose, l’eliminazione del limite territoriale e la concessione si un ulteriore licenza ad ogni tassista. “Siamo contrari a ogni forma di liberalizzazione dei taxi - spiega Loreno Bittarelli, presidente nazionale Uritaxi - perché l'esperienza di altri Paesi dimostra che ovunque si é liberalizzato il servizio si è puntualmente verificato un accaparramento delle licenze da parte di chi ha maggiori disponibilità di capitali, creando così una sorta di oligopolio che ha condizionato il mercato, e non liberalizzato. Neanche la posizione dell'Antitrust, e cioè concedere a ogni tassista una nuova licenza, è condivisibile perché i margini economici della nostra attività sono molto ridotti e se raddoppiassimo il numero delle licenze in circolazione otterremmo un dimezzamento del numero di corse pro-capite per ogni tassista”.

Gli altri settori da liberalizzare sarebbero i servizi pubblici locali, le banche e le assicurazioni (potrebbe essere imposto il divieto di vendere ai clienti i mutui con collegate delle polizze assicurative, meccanismo che comporta un aggravio dei costi per gli utenti finali), il settore trasporti ed energia, i servizi postali.

Contro la libera concorrenza si è levata anche la voce di Confesercenti che, tramite il vice direttore generale Mauro Bussoni, fa sapere che “per effetto delle liberalizzazioni e della crisi nei prossimi tre anni chiuderanno 80 mila esercizi commerciali e si perderanno 240 mila posti di lavoro. Se è un provvedimento per garantire la concorrenza non lo capiamo - continua Bussoni - Ora la grande distribuzione detiene quote di mercato superiori al 70% e l'effetto delle liberalizzazioni farà spostare gli acquisti alla domenica, dove tradizionalmente si concentrano le spese nella Gdo. E' un provvedimento che non dà benefici al cittadino e rischia di creare uno squilibrio tra le diverse forme di distribuzione: gli unici che dicono che va bene sono i rappresentanti della Gdo".

FLL


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caterina leone |13-01-2012 19:44:16
Si devono liberalizzare anche i laboratori di analisi e gli studi di radiologia