“Diciamo che chi riscuote le imposte non è mai amato. La reazione nei nostri confronti è particolarmente violenta perché in Italia fino a pochi anni fa non c'era l'abitudine alla riscossione coattiva, a pagare con le cartelle. Si tratta di strumenti di garanzia, in fondo leggeri perché in Italia al contario che in altri
paesi non si interviene direttamente sui redditi. La stagione delle cartelle pazze è praticamente finita”. Questo è il commento rilasciato da Attilio Befera ieri durante l’intervista a Pomeriggio Cinque condotta da Maurizio Belpietro.
Ecco le nuove regole che saranno applicate nel 2012
1.Pagare il giusto ma, soprattutto pagare “tutti”; un monito che ribadisce la linea dura annunciata da Mario Monti ed Elsa Fornero durante la presentazione del piano per la ripresa economica del nostro paese.
2.“Correggere gli errori del passato e non applicare la legge dei piccoli numeri” è un’altra strada che è stata intrapresa dall’Agenzia delle Entrate che si affida Equitalia per supportare il contribuente obiettore. Nel caso in cui il cittadino ritiene che la cartella ricevuta non sia adeguata, dunque, non dovrà più cercare l’ente impositore ma si rivolgerà ad Equitalia e immediatamente sarà sospesa la riscossione fino alla risoluzione della contesa. “Già 60 mila italiani – ha citato Befera – hanno seguito questa strada". E’ errato, dunque, continuare a pensare che se 10 o 1000 casi sono sbagliati allora tutto il sistema non va bene e, il Direttore Befera rimarca che “non è così anche se ci sono sicuramente degli errori” che andranno subito rivisti.
3."Nessuna pietà verso gli evasori, spareremo ad alzo zero" e quanto è successo a Cortina è soltanto un esempio di quanto sarà applicato in tutta l’Italia. Un modello virtuoso che sta già dando i propri frutti: il Comune di Venezia, per citare un caso, ha segnalato delle anomalie all’Agenzia delle Entrate che a breve provvederà a chiarire lo status quo. La linea dura sta cominciando a dare i suoi frutti di deterrenza.
4.”Superare i risultati del 2011” e andare oltre l’emersione degli 11 miliardi di euro riscossi nell’anno appena trascorso. Gli strumenti messi a disposizione dal nuovo governo sono molto più incisivi e questo permetterà di “scendere” nella classifica europea dei paesi con “più furbetti”. Il risultato ottenuto, del resto, è molto inferiore rispetto alla stima dell’evasione che si aggira tra i i 110 e i 120 miliardi all’anno. "Il risultato maggiore non è dato dal recupero seguito ai controlli ma dal versamento spontaneo di soggetti che alzano l’asticella dell’autotassazione".
Marcella Sardo














