Non solo Cortina e la neve. Nel mirino del fisco anche i fanghi. Dopo il blitz cortinese dell'Agenzia delle Entrate questa volta la caccia agli evasori si scatena ad Abano Terme (Padova), con una operazione della Guardia di Finanza. Questa la notizia che era stata lanciata stamattina dalle agenzie di stampa. I militari della Gdf sarebbero entrati in scena negli hotel a cinque stelle,
quelli specializzati nelle terapie con fanghi e acque curative, della cittadina padovana acquisendo i nominativi dei clienti che hanno soggiornato con una spesa superiore ai duemila euro.
Le verifiche erano state confermate dal presidente dell'Assoalbergatori Gianluca Bregolin, il quale ha così commentato: “Sono andati a far visita ad alcuni cinque stelle ma non per fare le pulci alla corretta conduzione amministrativa e contabile degli alberghi. So che hanno rilevato i nomi di clienti che hanno soggiornato per più giorni. E che hanno pagato conti dai duemila euro in su. Non si é trattato ovviamente di un’indagine giudiziaria. Ma non è escluso che i rilievi compiuti servano per incrociare dati con l’Agenzia delle Entrate”.
Dopo poche ore, arriva però una precisazione dalle stesse agenzie, le quali spiegano che in realtà gli accertamenti sono stati sì effettuati, ma non dopo Cortina. Le verifiche ad Abano sono infatti avvenute “circa due anni fa”, dunque non esiste alcun collegamento con il blitz di Cortina.
I commenti- La notizia aveva già suscitato clamore e Guido Crosetto del Pdl, del tutto contrario a controlli di questo tipo, aveva espresso la propria opinione. “Prima le località sciistiche, ora gli hotel di lusso. La prossima settimana dobbiamo aspettarci gli appostamenti davanti ad Armani, Fendi e Versace? Ho rispetto assoluto per la Guardia di Finanza ma seguire la linea tracciata dall’Agenzia delle Entrate della spettacolarizzazione mi lascia perplesso. Non la trovo una scelta molto intelligente per rilanciare i consumi". "Continuo a pensare che la lotta all’evasione si faccia con l’informatica, incrociando le migliaia di dati che lo Stato ha, e verificando le singole aziende. Non vorrei che il risultato indotto altrimenti da questo modo di fare sia quello di bloccare tutte le attività commerciali d’elite che sono forse ancora uno dei settori nel quale l’Italia può costruire reddito, valore aggiunto e posti di lavoro”, ha ribadito.
Un errore giornalistico- I fatti in realtà sono questi. Bregolin ha spiegato di aver risposto lunedì ad un giornalista che gli chiedeva se il Fisco stesse indagando anche su Abano. "Ho spiegato che non c'era stata recentemente alcuna ispezione, ma che ricordavo di controlli fatti forse più di un anno fa negli hotel a 5 stelle. Non ricordavo neppure se da parte dell'Agenzia delle Entrate o delle Fiamme Gialle, perchè in quel periodo non ero alla presidenza dell'Associazione”. Si è trattato dunque di un misunderstanding, di un equivoco giornalistico, derivato dal tanto clamore che ha fatto il blitz a Cortina, per il fatto che anche ad Abano vi sono numerosi alberghi di lusso.
Anche la Gdf smentisce , così come l’Agenzia delle Entrate. "Non abbiamo fatto nessun blitz ad Abano". Così il colonnello Ivano Maccani della guardia di Finanza di Padova ha smentito a Radio 24 la notizia di ispezioni nella cittadina turistica. "Non abbiamo fatto controlli né ieri, né l'altro ieri, né a Natale né a Capodanno. Noi facciamo controlli ordinari nella zona di Padova e li facciamo abitualmente, ma nessun blitz".
Una notizia non notizia- Secondo il sindaco di Abano Terme, si è trattato di “una notizia non notizia”. “Si tratta di un'eco delle vicende di questi giorni. Come sindaco sono comunque soddisfatto, perché il nome di Abano Terme viene abbinato a quello di Cortina, e questo non ci può che far piacere. Ma, soprattutto, perché a seguito dei controlli non c'è stata alcuna conseguenza negativa per i nostri imprenditori. Insomma, 'Abano meglio di Cortina', e ciò significa che i nostri imprenditori si comportano in maniera corretta e non evadono'', ha commentato il sindaco Luca Claudio. Con l’occasione ha però sottolineato anche gli aspetti negativi della vicenda. Il problema non è solo l’evasione fiscale, ma la pressione fiscale a cui sono sottoposte famiglie e imprese ed è unica in Europa. Non giustifica affatto l’evasione, ma sostiene la necessità per il governo di riflettere sulla causa di questa elevata evasione fiscale: oggi molte famiglie non arrivano alla fine del mese, per gli aumenti di mense, trasporti, benzina, costi di conti correnti. Il fisco dovrebbe allora essere più equo, perché il nostro è un sistema economico che sta implodendo. Non deve dare solo la caccia agli evasori, ma ridurre la pressione fiscale: in questo modo nessuno avrebbe la tentazione di evadere le tasse.
Michela Magrini
Vedi anche Befera: dall’Agenzia delle Entrate le nuove regole contro l’evasione














