Mercoledi, 23 Maggio 2012

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Banche: crescono le spese, scendono i prestiti. Sono la nuova casta?



     

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Banche: crescono le spese, scendono i prestiti. Sono la nuova casta?Nel decreto sulle liberalizzazioni, che sarà discusso questo mese dal Governo Monti, arriva anche un intervento sulle banche.

Queste ultime, infatti, non dovranno più far sottoscrivere dei contratti di assicurazione a coloro i quali richiedono un mutuo o un prestito. Una misura che dovrebbe far abbassare i costi del richiedente e poter, in tal modo, dare un po’ di respiro agli italiani che si accostano a un istituto di credito per ottenere dei fondi da investire per la vita privata o professionale.

Ma questo intervento basterà a cambiare la situazione?
Gli istituti di credito hanno veramente “chiuso i rubinetti” aumentando le difficoltà degli italiani?
Si affronta veramente il problema individuando tutte le problematiche ad essa connesse?

La Banca d’Italia ha diffuso una nota che, da questo punto di vista, può essere letta come allarmante: "A novembre 2011 – si legge -, il tasso di crescita sui dodici mesi dei prestiti al settore privato è sceso al 3,5% dal 4,2% di ottobre. Il rallentamento ha riguardato sia i prestiti alle famiglie (3,9% contro il 4,3% di ottobre) sia quelli alle società non finanziarie (4,4% dal 5,3% di ottobre)". E tale indagine riguarda i principali istituti di credito italiani che, potrebbero essere considerati come la “nuova casta” alla quale fare attenzione.
Parlamentari e grandi manager sono ormai da mesi bersagliati per i loro budget, stipendi o pensioni d’oro ma non bisogna dimenticare che le banche, sotto molti punti di vista, possono essere “l’ago della bilancia” che fa pendere da una parte o dall’altra le sorti di un’impresa o di una famiglia.

A pesare ancora di più sulla situazione vi è anche l’incremento dei tassi di interesse sui prestiti erogati che, dal 3,74 di ottobre sono arrivati a novembre al 3,86%. “i tassi d'interesse, comprensivi delle spese accessorie, sui mutui per l'acquisto di abitazioni erogati nel mese alle famiglie, sono aumentati al 3,98% dal 3,81% di ottobre, mentre quelli sulle nuove erogazioni di credito al consumo sono diminuiti al 9,08% (9,31% ad ottobre). I tassi di interesse sui nuovi depositi con scadenza prestabilita, prosegue Via Nazionale, sono aumentati al 2,60% dal 2,45% di ottobre. I tassi passivi sul complesso dei depositi in essere sono cresciuti all'1,05% (1% il mese precedente)”.

Ma la domanda che sorge spontanea è: la BCE non aveva concesso agli istituti di credito un “superprestito”? Dove sono finiti quei fondi? Perché non sono stati immessi nel mercato?

Marcella Sardo

Vedi anche:
La casta delle Banche: i privilegi concessi al sistema creditizio


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simona  - Impossibile continuare così |10-04-2012 11:57:54
Non capisco perché le riforme e i cambiamenti non portino mai giovamenti a noi cittadini. Richiedere un prestito è diventato praticamente impossibile.