Mercoledi, 23 Maggio 2012

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Google+ taglia fuori dal motore di ricerca Twitter e Facebook



     

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Google+ taglia fuori dal motore di ricerca Twitter e FacebookUn motore di ricerca a tutto tondo e ultra personalizzato: questa è la nuova versione offerta da Mountain View: basterà digitare nell’apposito spazio sotto il logo di Google che nei risultati si visualizzeranno anche i contributi della cerchia di amici di “Google plus”.

L’obiettivo è quello di incrementare gli utenti dell’area personalizzata che, rispetto a Facebook e Twitter naviga a cifre veramente irrisorie (60 milioni di utenti contro gli 800 ml di Facebook e i 100 ml di Twitter).

Post e foto degli utenti Google plus ma non quelli di Twitter e Facebook che sono stati letteralmente “tagliati fuori” da questa strategia di marketing.
I manager di Twitter parlano di una “brutta giornata per internet” perché il dominio che l’azienda di Silicon Valley ha nel mondo come motore di ricerca potrebbe creare seri danni ai “cinguettii dell’uccellino blu” ma Google replica sottolineando la personalizzazione delle ricerche. “Fino ad ora – si legge in una nota - visualizzavamo per lo più contenuti scritti da persone che non si conoscono; noi lo chiamiamo web senza-volto. Search Plus Your World trasforma invece la ricerca e la centralizza intorno a te”.

La ricerca centralizzata attorno alla persona, però, rischia di rimanere “isolata” dal resto del mondo che perde la possibilità di seguire i tweet. Negli ultimi anni sempre più notizie sono state diramate prima dal proprio account del social network e successivamente battuti dalle agenzie di stampa (si pensi a quando Federica Pellegrini dai mondiali di nuoto di Shanghai ha comunicato la separazione da Luca Marin o tanti altri casi simili che riguardavano nascite di figli di star o altro ancora). “Come abbiamo visto in più occasioni - si legge nel post del manager del social network -, le notizie vengono spesso date prima su Twitter. Ne consegue che gli account di Twitter e i tweet sono diventati i risultati più rilevanti. Siamo preoccupati che, dopo i cambiamenti di Google, trovare queste informazioni sarà più difficile per tutti. Pensiamo che sia un male per gli utenti, gli editori e le testate online”.
Chi è causa dei suoi mali pianga sé stesso, recitava un vecchio detto che potrebbe essere ripreso da Google affermando che il social network che oggi si lamenta qualche mese fa ha scelto di non rinnovare la partnership rimanendo fedele solo a Bing. Mountain view, lungi dall’essere “quell’orso” che è stato descritto si dimostra “ben felice di aprirsi alle altre realtà sociali, ammesso che anche loro facciano lo stesso”.

Marcella Sardo








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