Continua a non trovare soluzione la problematica del depuratore presso il frigomacello a Caltanissetta. Mentre, l'Asi nissena ha già fatto tutti gli adempimenti di sua competenza, il sindaco Campisi continua a rilasciare dichiarazioni che non trovano fondamento nelle leggi e negli atti pubblici. Così come quando annuncia, come riportato dalla stampa locale “di voler chiedere (anche) all'Asi di attivarsi affinché i residui ancora giacenti nel depuratore vengano smaltiti secondo norma”.
In data 9 gennaio, il Dipartimento di Prevenzione dell'Asp 2 di Caltanissetta, dopo un'ispezione, ha inviato una nota diretta al sindaco Campisi con la quale “a tutela della salvaguardia della salute pubblica”, lo “invita a voler notificare al gestore dell'impianto in argomento, la coop Le Verdi Madonie, apposito dispositivo per la messa in atto, con ogni urgenza, del trattamento a norma dei reflui presenti nelle vasche di decantazione, previa valutazione circa l'efficacia delle azioni dopo una stagnazione di diversi giorni” e di provvedere allo “smaltimento del materiale organico nei modi e nei tempi previsti dalla norma”. L'Asp 2 di Caltanissetta, invita quindi il sindaco Campisi ad emettere un “dispositivo” urgente nei confronti della coop Le Verdi Madonie.
Precedentemente, in data 3 gennaio, l'Asi nissena ha inviato una missiva urgente alla cooperativa, intimandola immediatamente a dare notizie circa i provvedimenti presi o da adottare, per la salvaguardia della salute e l'inquinamento, mettendo a conoscenza dei fatti la Procura della Repubblica. Successivamente, per estrema cautela, ha incaricato un biologo affinché analizzasse possibili rischi per l'ambiente circostante.
“Ancora una volta mi trovo costretto a dover fare chiarezza – afferma il presidente dell'Asi, Alfonso Cicero – il sindaco è in possesso di tutti i verbali della commissione tecnica da cui si evince chiaramente che il Consorzio non è stato fatto entrare al firgomacello. Preoccupa – prosegue il presidente dell'Asi - venire a conoscenza che a quasi due mesi dall'abbandono del servizio pubblico di macellazione da parte della coop Le Verdi Madonie, siano ancora presenti nelle vasche di decantazione i resti di materiale organico. Questo significa che oltre a interrompere il servizio, sono state commesse gravi irregolarità sul piano igienico sanitario. Ce n'è quindi abbastanza affinché il sindaco emetta i provvedimenti di sua competenza. Se Campisi avesse dato seguito alle indicazioni emerse nel tavolo in Prefettura, alla presenza dell'assessore alle Attività Produttive Marco Venturi e del Prefetto Umberto Guidato, oggi non ci sarebbe neanche un allarme ambientale o sanitario da fronteggiare”.
In merito alla questione complessiva dell'attività del frigomacello, l'Asi di Caltanissetta ha agito in modo compiuto e in tempi rapidissimi. Il consorzio, come è noto, ha già deliberato in tempi record il bando di gara per la gestione della struttura, approvato dall'Assessorato Regionale Attività Produttive, e ha dato formale disponibilità al comune di Caltanissetta a concedere in uso gratuito della struttura per la gestione provvisoria in attesa degli esiti del bando di gara per la nuova gestione.
A ciò si aggiungono le dichiarazioni diffuse dal Prof. Alfredo Galasso, legale del Consorzio nisseno in riferimento alla nota del Sindaco Michele Campisi notificata all'ente consortile: “Ho preso visione dell’ordinanza del Sindaco di Caltanissetta riguardante la messa in sicurezza dell’impianto di depurazione del frigomacello, nonché della nota in tal senso indirizzata al medesimo Sindaco dall’ASP di Caltanissetta. L’indicazione del Consorzio ASI quale soggetto solidalmente obbligato alle indispensabili operazioni di bonifica è assolutamente inappropriata, considerato che il gestore e quindi il detentore esclusivo della struttura e degli impianti è tuttora la Coop. Le Verdi Madonie r.l., la quale non ha fino ad oggi provveduto alla consegna dello stabilimento di macellazione, come peraltro correttamente indicato nella suddetta nota dell’ASP. E’ giusto il caso di ricordare che le riscontrate condizioni dell’impianto di depurazione e in generale della struttura risultano conseguenti ad uno stato di degrado determinato dalla violazione da parte della Cooperativa-gestore di norme igienico-sanitarie, oggetto di un processo penale in corso, in cui il Consorzio è parte lesa”afferma il Prof. Galasso.
“Ciò che ritengo compito del Consorzio, adeguato alle circostanze, è che i suoi funzionari siano presenti alle eventuali attività volte a eliminare i rischi per la salute e l’incolumità pubblica derivanti dalle accertate carenze dell’impianto. Spiace rilevare che, nonostante le documentate precisazioni fornite all’Amministrazione comunale e al Sindaco personalmente da parte del Consorzio e del sottoscritto legale, continui a manifestarsi, anche nella presente occasione, un comportamento volto a coinvolgere l’ASI e i suoi dirigenti in un circuito di responsabilità nel quale ben altri soggetti pubblici e privati sono da considerarsi coinvolti sul versante civile, amministrativo e penale. La qual cosa richiede, a mio avviso, una riflessione e un’iniziativa idonee, in ogni sede, a tutelare la funzione e l’immagine del Consorzio.”













