Mercoledi, 23 Maggio 2012

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Banca Mondiale: crescita rallentata, pianeta ad alto rischio recessione



     

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Banca Mondiale: crescita rallentata, pianeta ad alto rischio recessioneIeri erano le agenzie di rating, oggi è la Banca mondiale a parlare. Il noto Istituto di credito, dalla sua sede di Washington, lancia un allarme, forse il più grosso in assoluto rispetto a quelli suonati dentro la Bce, Fitch e Standard & Poor’s. Il nostro pianeta è ad alto rischio recessione.

I dati statistici, che prevedono una ripresa a breve termine, sono troppo ottimisti e molto superficialmente tendono a trascurare un dato importante, forse il più importante in assoluto: le prospettive di ripresa sono a lungo termine. Il Pil planetario ha avuto un calo nel percorso di crescita, passando dal 3,6% al 2,5%; il 2011 ha registrato una crescita del solo 2,7% mentre il vero miglioramento dovrebbe arrivare il prossimo anno, quando si potrebbe riassaporare un Pil globale al 3,1%. La causa di tutto ciò è la brusca frenata che hanno avuto gli scambi commerciali, motore dell’intera economia mondiale: nel 2010 il livello degli scambi è stato altissimo, circa il 12,4%, nel 2011 questo livello è fortemente sceso al 6,6%, per il 2012 si prevede un’ ulteriore scesa che toccherebbe il 4,7%. Le economie emergenti, a cominciare dalla temutissima Cina fino al Brasile, rivestono la classica figura di arma a doppio taglio: da una parte rappresentano la speranza che, grazie a loro, il Pil globale possa ritornare a crescere, facendo rifunzionare pian piano la macchina economica, ma da un’altra parte rischiano seriamente di veder anche loro compromesso il proprio processo di sviluppo se i paesi con economia più forte, dovessero sprofondare nel baratro della recessione.

Banca Mondiale: crescita rallentata, pianeta ad alto rischio recessione La crisi economica mondiale ha portato alla costruzione di una “maledetta” catena di Sant’Antonio che non ha fatto altro che influenzare, in negativo, tutti i paesi. L’America ha portato i suoi mali dentro l’Unione Europea e l’Eurozona. La situazione europea, dal canto suo, ha molto influenzato e influenza tuttora l’economia orientale. Cina e Giappone guardano con molto interesse all’operato di Bruxelles come del resto gli Stati Uniti, seguono con molta apprensione il piano anti-crisi che l’Europa vorrà adottare. “Non sappiamo di che morte dobbiamo morire”, questo è il messaggio che trapela dalle parole del Presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick. Speriamo che sia il classico discorso allarmista- catastrofista, parzialmente credibile, ma da dover prendere sempre con le pinze. Del resto anche la fine del mondo, dall’anno 1000 fino ad oggi, è stata predetta tante volte e poi non si è mai verificata.


Marco Chinicò


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