Per il triennio 2012-2014 i 340 mila bancari hanno ottenuto, con il rinnovo del contratto collettivo nazionale, un aumento di stipendio di 170 euro da spalmare in tre tranche di 50 euro per il 2012, decorrenza da giugno, e il 2013, mentre per il 2014 sarà di 70 euro.
Si tratta di un aumento di poco più del 6%, gli istituti di credito avevano offerto 150 euro di aumento, 50 euro all’anno. I banchieri ottengono, invece, da parte dei lavoratori il blocco degli scatti di anzianità per il prossimo triennio. Entrambe le parti hanno trovato estrema convenienza a chiudere questo accordo, raggiunto proprio oggi.
L’accordo è stato ottenuto dall’intesa fra l’Abi, l’associazione che raggruppa gli istituti di credito italiani, e i sindacati del settore bancario in rappresentanza dei lavoratori. Durante le trattative i sindacati hanno cercato di rilanciare l’aumento ulteriormente, sino a raggiungere questo accordo sulla parte economica del contratto e il non arretramento dei diritti dei bancari.
Fra i nodi dell'intesa ci sono gli stipendi dei neoassunti, l’orario di apertura degli sportelli che si amplia notevolmente e le compensazioni.
Per i dipendenti degli istituti bancari si tratta di una copertura dall’inflazione, visto il momento che stiamo attraversando e che rende difficile il mantenimento del potere di acquisto, che ha ridotto al minimo le possibilità di spesa dei lavoratori . Peccato, però, che tali aumenti non toccano altri settori della produzione che, invece, vedono “crollare” gran parte del proprio potere di acquisto a causa dell’aumento generalizzato dei prezzi.
Antonio Marchetta















