Non fa che mietere successi, il nostro grande Roberto Benigni. Premio Oscar, candidato al premio Nobel per la letteratura, narratore sensibile, comico irresistibile, ieri ha ottenuto la laurea ad honorem in filologia. Si tratta dell'ottava laurea per il famoso regista e comico toscano.
Ad insignirlo del prestigioso riconoscimento è stata l'Università della Calabria, in occasione della celebrazione del 40esimo anno accademico dell'Ateneo Campus Arcavacata di Cosenza.
Incontenibile Roberto- In una occasione così particolare, il regista de “La vita è bella” sarà riuscito a contenere la sua esuberanza critico-creativa? Niente affatto. Ogni sua apparizione pubblica diventa sempre occasione di ilarità, arricchita da interventi formativi. Non lo si potrebbe immaginare in atteggiamento, per così dire, composto neanche ad un funerale, pronto com'è a raccontare, divertire e ad acculturare il suo pubblico. La simpatica “mina vagante” ha così dato una impronta giocosa al suo intervento profuso nel corso della cerimonia di consegna del titolo accademico, scherzando su Berlusconi, sulle agenzie di rating e quant'altro. “Anche Berlusconi ha ricevuto la laurea qua ed ha fatto perdere 3 A ad Arcavacata” - ha ironizzato Benigni, riferendosi alla laurea in Ingegneria gestionale che l'Unical ha consegnato negli anni '90 a Silvio Berlusconi -. “La filologia serve per rendere chiari i testi del passato che sono oscuri. Tra molti anni tradurrà i testi di Bossi e di Di Pietro”, ha poi continuato con la sua consueta verve comica.
Incursione delle Iene- L'evento Benigni è stato spezzato da un imprevisto “blitz” nell'Ateneo da parte del “ballerino senza pubblico” del programma di Italia uno “Le Iene”, che ha spezzato l'atmosfera di ordinata comicità, come una nota stonata che tuttavia, suscita ilarità. Meno divertente, invece, è stata la protesta di un gruppo di studenti che fuori dalla sede universitaria ha affibbiato alla manifestazione la nomea di mero “sponsor”. Secondo i manifestanti, i rettori dovrebbero pensare a risolvere problemi più urgenti come il congelamento delle borse di studio, piuttosto che conferire lauree honoris causa.
Motivazione della laurea honoris causa- Dopo aver parlato per circa un'ora, il neo filologo ha concluso con una sua interpretazione del “Paradiso” di Dante, a conferma del suo amore per il Sommo Poeta e del suo impegno alla divulgazione della Divina Commedia. Impegno, peraltro, che è stato posto a motivo del riconoscimento, attribuito per “l'importante impegno del comico toscano nell'avvicinare il pubblico alla Divina Commedia e ad altri classici con le sue lecturae Dantis e per la partecipazione agli eventi per i 150 anni dell'unità d'Italia”. Come dargli torto, il piccolo diavolo Benigni possiede un grande pregio: riesce a catalizzare l'attenzione di chiunque e, consapevole di questa sua capacità, ha deciso di usarla per uno scopo meritevole di lode. Grande Benigni, come sempre.
Enza C. Guagenti
Incontenibile Roberto- In una occasione così particolare, il regista de “La vita è bella” sarà riuscito a contenere la sua esuberanza critico-creativa? Niente affatto. Ogni sua apparizione pubblica diventa sempre occasione di ilarità, arricchita da interventi formativi. Non lo si potrebbe immaginare in atteggiamento, per così dire, composto neanche ad un funerale, pronto com'è a raccontare, divertire e ad acculturare il suo pubblico. La simpatica “mina vagante” ha così dato una impronta giocosa al suo intervento profuso nel corso della cerimonia di consegna del titolo accademico, scherzando su Berlusconi, sulle agenzie di rating e quant'altro. “Anche Berlusconi ha ricevuto la laurea qua ed ha fatto perdere 3 A ad Arcavacata” - ha ironizzato Benigni, riferendosi alla laurea in Ingegneria gestionale che l'Unical ha consegnato negli anni '90 a Silvio Berlusconi -. “La filologia serve per rendere chiari i testi del passato che sono oscuri. Tra molti anni tradurrà i testi di Bossi e di Di Pietro”, ha poi continuato con la sua consueta verve comica.
Incursione delle Iene- L'evento Benigni è stato spezzato da un imprevisto “blitz” nell'Ateneo da parte del “ballerino senza pubblico” del programma di Italia uno “Le Iene”, che ha spezzato l'atmosfera di ordinata comicità, come una nota stonata che tuttavia, suscita ilarità. Meno divertente, invece, è stata la protesta di un gruppo di studenti che fuori dalla sede universitaria ha affibbiato alla manifestazione la nomea di mero “sponsor”. Secondo i manifestanti, i rettori dovrebbero pensare a risolvere problemi più urgenti come il congelamento delle borse di studio, piuttosto che conferire lauree honoris causa.
Motivazione della laurea honoris causa- Dopo aver parlato per circa un'ora, il neo filologo ha concluso con una sua interpretazione del “Paradiso” di Dante, a conferma del suo amore per il Sommo Poeta e del suo impegno alla divulgazione della Divina Commedia. Impegno, peraltro, che è stato posto a motivo del riconoscimento, attribuito per “l'importante impegno del comico toscano nell'avvicinare il pubblico alla Divina Commedia e ad altri classici con le sue lecturae Dantis e per la partecipazione agli eventi per i 150 anni dell'unità d'Italia”. Come dargli torto, il piccolo diavolo Benigni possiede un grande pregio: riesce a catalizzare l'attenzione di chiunque e, consapevole di questa sua capacità, ha deciso di usarla per uno scopo meritevole di lode. Grande Benigni, come sempre.
Enza C. Guagenti














