Mercoledi, 23 Maggio 2012

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Concordia: pronto il piano per rimozione carburante, ricerche sospese. Pm vs Gip su Schettino



     

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Concordia: pronto il piano per rimozione carburante, ricerche sospese. Pm vs Gip su SchettinoCi vorranno alcuni mesi per rimuovere la Concordia dagli scogli del Giglio. Lo ha detto Max Iguera, responsabile delle operazioni all'Isola del Giglio della Smit Salvage, la ditta olandese incaricata dalla Costa Crociere di rimuovere il carburante. L'operazione è molto complicata e delicata. La rimozione del carburante sarà invece più veloce. Per togliere le 2.400 tonnellate

 di carburante dal relitto ci vorranno dalle 2 alle 5 settimane. L'operazione di pompaggio che permetterà di togliere i liquidi dai serbatoi partirà tra qualche giorno, quando i tecnici avranno riscaldato il carburante solidificatosi a causa del freddo. ''Ieri sono giunti sull'isola alcuni tir con tutti i macchinari necessari per la rimozione del carburante: ci sono pompe, valvole, impianti di riscaldamento del combustibile, l'impianto hot-tapping di proprietà della Smit, che permetterà di fare la perforazione delle cisterne e contestualmente senza avere inquinamento poter iniettare acqua e rimuovere il carburante che probabilmente dovrà essere preriscaldato perché il combustibile da nave è particolarmente denso e va mantenuto riscaldato attraverso un impianto di produzione vapore. Più il tempo passa e più si addensa, ma per fortuna la temperatura è piuttosto mite'', ha spiegato Iguera. Per cominciare a pompare ci vorranno sicuramente alcuni giorni in accordo con i sommozzatori dei vigili del fuoco, guardia costiera e l'autorità marittima, ha detto ancora l'esperto. Le cisterne di carburante si trovano su entrambi i fianchi della nave, anche su quello completamente sommerso. ''Le cisterne che sono sul lato esterno, rispetto all'isola - spiega Iguera - sono raggiungibili con una certa agilità. Le cisterne sul lato opposto sono ovviamente molto più difficili da raggiungere. La nave ha circa venti cisterne e ogni cisterna avrà una propria problematica per poter essere raggiunta''.

Prelievi marini- Il battello oceanografico dell'Arpat, il Poseidon (progettato per svolgere monitoraggio marino e costiero), sta intanto raggiungendo le acque dell'Arcipelago toscano. Una volta raggiunta l'Isola verranno effettuati dei prelievi dell'acqua nello specchio del mare dov'è avvenuto il naufragio. Sono interessate all'indagine le acque a valle della corrente in direzione sud-nord. I campioni saranno poi sottoposti ad analisi multiparametrica. Alcuni tecnici Arpat ieri si sono imbarcati su un mezzo della Guardia costiera per prelevare dei campioni di acqua in superficie, i quali sono ora sono in lavorazione presso il laboratorio di Siena.

Ricerche sospese- Sono di nuovo sospese tutte le operazioni di ricerca e soccorso attorno alla Concordia: la nave si è nuovamente mossa. Al momento dello stop i palombari della Marina militare stavano per piazzare tre microcariche di esplosivo per aprire nuovi varchi verso il ponte 4, dove si ritiene ci possano essere altri corpi. Anche lunedì pomeriggio era stato dato lo stop, quando il relitto si era spostato di 9 centimetri. Il movimento di oggi, una rotazione, viene ritenuto ancor più preoccupante. Si attende che gli esperti stabiliscano se lo scafo ha trovato un punto di appoggio. Il relitto è posizionato a 30 metri da uno scalino sul fondale, oltre il quale si apre un abisso di oltre 70 metri. Si teme che il maltempo previsto a partire da domani possa farlo precipitare.

I dispersi- Sono 23 i disersi, ma ieri sera la Prefettura di Grosseto ha diffuso un elenco in cui vengono pubblicati i nominativi di 28 persone mancanti all'appello: come ha spiegato il prefetto Giuseppe Linardi, questo numero si è reso necessario in quanto i cinque cadaveri (quattro uomini e una donna) trovati ieri non sono stati ancora identificati. E’ stato invece appena identificato uno dei 5 corpi: si tratta di Sandor Feher, ungherese, membro dell'equipaggio. Mentre è viva una delle passeggere che risultava dispersa. Si trova in Germania, dove si è presentata alle forze di Polizia locali. Si tratta della signora Gertrud Goergens.

L’autopsia sui corpi recuperati- In giornata, all'ospedale di Orbetello (Grosseto), su 6 degli 11 cadaveri rinvenuti nel naufragio sarà effettuata l'autopsia. I naufraghi feriti sono invece 80.

Concordia: pronto il piano per rimozione carburante, ricerche sospese. Pm vs Gip su SchettinoLa decisione del Gip- Nel frattempo, sono state diffuse le motivazioni dell’ordinanza con cui il gip di Grosseto, Valeria Montesarchio, ha concesso i domiciliari al comandante Schettino. Dopo tre ore di difesa nell'interrogatorio di garanzia (durante il quale il comandante avrebbe ammesso di aver compiuto errori nell’accosto e di aver ordinato la virata troppo tardi) e altre cinque per aspettare la decisione del gip, è avvenuta la scarcerazione, l'annullamento del fermo dei pm e la nuova misura cautelare agli arresti domiciliari: Schettino si è recato a casa accompagnato dai parenti. Il comandante sarà comunque sottoposto ad esami tossicologici: i prelievi di capelli e parti di unghie sono stati già fatti. Secondo il Gip non c’è pericolo di fuga, ma rischio di inquinamento delle prove. Il fatto che ci sia stato abbandono della nave da parte del comandante non significa che sussista il pericolo di fuga: Schettino, rileva ancora il gip, pur sceso dalla nave, è rimasto alcune ore sugli scogli insieme all'equipaggio.

A carico del comandante ci sono però gravissimi indizi di colpevolezza: “Ricorre senz'altro l'oggettiva gravità del fatto, un disastro di proporzioni mondiali, e ricorre la condotta gravemente colposa configurabile a carico del comandante della Costa Concordia”, scrive il giudice. E ancora: il comandante Schettino ha compiuto una “manovra sconsiderata nell'eccessivo avvicinamento all'isola”. Non solo: Schettino ha sottovalutato il danno alla nave, ritardando poi l'allarme. Il comandante, secondo il gip, non fece alcun tentativo serio di tornare “almeno in prossimità della nave”. Anzi, “guardava dagli scogli la nave che affondava”. Inoltre, ci sarebbero gravi indizi di colpevolezza anche per quanto riguarda le procedure di soccorso. “Il fatto che altro personale ed altri ufficiali ancora sulla nave si adoperavano in ogni modo per consentire lo sbarco dei passeggeri smentisce oggettivamente quanto dichiarato dal comandante Francesco Schettino sull' oggettiva impossibilità di dirigere e gestire le procedure di emergenza e soccorso”, scrive il gip.

La Procura ha intenzione di fare ricorso- “Stiamo valutando se chiedere al Riesame una valutazione diversa di questi fatti” ha detto il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, commentando la decisione del gip. È possibile che il comandante Schettino “possa fuggire dagli arresti domiciliari”. “Per la sua personalità e per i reati che gli vengono contestati” sarebbe stato necessario che Schettino rimanesse in carcere, sostiene il procuratore.

Clini: limitazioni a rotte nautiche- Nel corso dell'informativa del governo sul naufragio della Costa Concordia, il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha dichiarato che sarebbe al vaglio "la possibilità di adottare misure di limitazione per le rotte di queste navi in aree sensibili e a rischio". Nel prossimo Cdm dovrebbe dichiarare lo stato di emergenza: una procedura che serve per consentire di operare celermente, semplificando i tempi previsti dalla procedure ordinarie.

Michela Magrini

Vedi anche 
Naufragio Costa Concordia, crisis management: danni ed errori



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