Per il Fondo monetario internazionale il fabbisogno di liquidità per l’Europa si attesta intorno ai mille miliardi di dollari. Il Fmi sta cercando di rendere esecutivo in questa fase una iniezione di liquidità di 500 miliardi di dollari nell'Eurozona.
L’accordo per il piano di aiuto potrebbe essere raggiunto al G20 del 25 e 26 febbraio che si terrà a Città del Messico.
In una situazione come questa le tensioni sull’euro potrebbero essere forti, determinando forti oscillazioni della moneta unica. Per non perdere il controllo
In questa fase di annaspamento dell’Europa si registrano dati positivi sulla crescita degli Stati Uniti, che non intende sostituire il Fmi al ruolo che dovrebbe avere l’Ue in questa fase difficile del vecchio continente.
Al termine della conferenza stampa congiunta fra il presidente del Consiglio italiano, Mario Monti, e il premier britannico David Cameron, quest’ultimo ha affermato che “sul ruolo del Fondo Monetario Internazionale abbiamo chiaramente espresso la nostra posizione nell'ultimo G20”, confermando il suo sostegno al progetto di rafforzamento del fondo e di porre in essere quelle azioni che alimentino l’economia dei vari paesi, non le valute.
La notizia di un intervento del Fmi ha subito avuto le sue ripercussioni anche sul nostro paese, con il differenziale BTp/Bund in discesa e sotto di oltre 40 punti dalla soglia dei 500 punti base. Sulla piattaforma tradeweb lo spread, infatti, è a quota 4,66%, con un rendimento sul benchmark intorno al 6,46% a inizio seduta, contro il 6,44% della chiusura di ieri.
Antonio Marchetta














