Giovedi, 24 Maggio 2012

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Lunigiana, esplode metanodotto: fiamme infernali, boati e dieci feriti, tre gravissimi (VIDEO)



     

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Lunigiana, esplode metanodotto: fiamme infernali, boati e dieci feriti, tre gravissimi (VIDEO)La Lunigiana, terra magica dove il tempo sembra fermarsi, terra di vacanze, vicinissima alle Cinque terre, incastonata tra colline verdeggianti, monti e mare, ieri si è trasformata in un luogo infernale, un luogo surreale, di terrore e fiamme, fiamme alte più di 200 mt. 

Nel pomeriggio di ieri, verso le 14.00, una tremenda esplosione di una conduttura di metanodotto, La Spezia-Parma, ha causato ben 10 feriti, di cui 3 gravissimi, oltre ad aver raso completamente al suolo alcune case, stalle e fienili. L’esplosione si è verificata a Barbarasco, frazione di Tresana (Massa Carrara), a circa un decina di chilometri da Aulla.
Tra i feriti, tre operai che stavano lavorando al metanodotto, ricoverati a Pisa e Roma, gravissimi. 

CRONACA DI UN INCIDENTE

 

Un boato tremendo si è propagato nel raggio di una ventina di chilometri, mentre il cielo si tinteggiava di un rosso infernale, marchiato a fuoco come in una visione apocalittica. Le fiamme si innalzavano sempre più, proiettate verso l’alto dalla pressione delle condutture esplose.La zona del metanodotto in cui è avvenuta l’esplosione era soggetta ad alcuni lavori di manutenzione a cura di una ditta in subappalto. 
Secondo primi accertamenti, l’incidente sarebbe stato causato da una manovra errata di un escavatore che avrebbe inavvertitamente sganciato una delle tubature accidentalmente, proprio durante operazioni di routine sul metanodotto.


Un dipendente della ditta “Manna” di Eboli, afferma: “Eravamo alla fine del lavoro. Mancavano al massimo due ore. La conduttura grande era stata sostituita. Chiuse le valvole. Tutto a posto. C’era solo da fare il rinterramento”. E sembrerebbe che, proprio nella fase del rinterramento, si sarebbe verificato l’incidente seguito poi dall’esplosione, simile a quella di una gigantesca bomba ad innesco. L’esplosione del tubo ha sviluppato un incendio, con fiamme altissime, che hanno raggiunto i
200 metri, formando poi un cratere largo oltre 20 metri e profondo circa 7. Le fiamme hanno raggiunto il bosco vicino, distruggendo e radendo al suolo ciò che incontravano.Gli abitanti della zona riferiscono: "Sembrava in atto un terremoto, ha tremato tutto. Il calore si avvertiva anche ad un chilometro di distanza e al suolo si andava depositando una pioggia di materiale ferroso fuso".

Oggi i tre operai feriti sono ricoverati in condizioni molto gravi, con ustioni dal 60% all’80% del corpo: sono un italiano e due dell'Est Europa. I feriti  includono anche 7  residenti della frazione Mulino, anch’essi trasferiti in ospedale. Tra di loro, Maria Amodei, trasferita in elicottero al reparto grandi ustionati di Roma. Molto gravi anche le ustioni di un’altra cittadina Lunigiana, Maria Santini, di 67 anni. Da ieri, le case di Aulla, Podenza, Licciana Nardi e Fivizzano sono senza gas, e così rimarranno per i prossimi due giorni almeno. Inoltre, in sei dei comuni coinvolti dall’esplosione, le scuole rimarranno chiuse.

I vigili del fuoco hanno lavorato sino alle 21 di ieri sera per spegnere le imponenti fiamme, e oggi la zona colpita sembra un campo di guerra: case distrutte, vetri rotti, un fienile e una stalla esplosa con animali e mucche morte. In questa parte di sfortunata Lunigiana, già stravolta dall’alluvione dei mesi scorsi, stamane sembra che abbiano buttato anche il napalm. I lavori al gasdotto erano incominciati a luglio, la Snam li aveva appaltati a due imprese che avrebbero dovuto sostituire un tratto della condotta, provvedere agli allacciamenti e al relativo interramento. Ma c’è qualcosa che sbalordisce in questo nuovo dramma tutto italiano: gli operai erano stati precettati nei bar e nei ristoranti della zona. Un abitante della zona riferisce: “Ma possibile che si possa fare uno scavo in condizioni tanto pericolose? Stava saltando in aria il paese”.
Anche ieri si è consumata una tragedia della negligenza, una ennesima tragedia dei subappalti senza seri controlli e dell'
insicurezza sui luoghi di lavoro.


Sonia Bonvini


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