Sono ricominciate le ricerche sul Costa Concordia per tentare il miracolo di trovare dispersi ancora in vita e lasciarsi in qualche modo alle spalle la pagina più nera della storia navale italiana. Ma l'epilogo di questa drammatica epica umana
non si chiuderà presto: nuovi particolari continuano a infittire un mistero già molto ingarbugliato o quantomeno surreale. L'ultimo dei gialli riguarda la presenza di una donna in plancia, che si trovava insieme al comandante Francesco Schettino al momento della manovra azzardata.
La donna misteriosa- A riferire della presenza della donna è stato lo stesso Schettino nel corso dell'interrogatorio dinnanzi al Gip, sostenendo che proprio quando stava effettuando la virata che condusse all'impatto con la scogliera del Giglio, davanti alla plancia vi era una giovane moldava che sorrideva. Ma chi era? Secondo quanto raccontato dal comandante si sarebbe trattato di una “presenza in nero” a bordo, invitata da un altro ufficiale per assistere dalla “cabina” di comando allo spettacolo di luci che si vede la notte dalle grandi vetrate della plancia. Gli inquirenti stanno già cercando la giovane, il cui nome, Dominica, è stato indicato dallo stesso Schettino, ma non è stato trascritto nell'elenco ufficiale dei passeggeri. In sostanza, quel che è certo è che si trattava di una passeggera non autorizzata come ce ne potevano essere altri. Ma cosa successe quella sera, mentre lo sventato timoniere parlava al telefono con il destinatario del famoso “inchino” - il Commodoro in quiescienza Mario Palombo – e una bella donna sorrideva? Peraltro alcuni testimoni riferiscono agli inquirenti di aver visto la moldava bere insieme al comandante prima dell'impatto.
Cosa successe quella notte- La magistratura sta cercando di scandagliare ogni particolare di quella sera, anche se già emerge con forza l'ipotesi che alla base del gravissimo errore umano vi sia stato un atto di distrazione, verosimile se ci si attiene alle varie testimonianze che definiscono Schettino come un ottimo comandante che conosce bene il suo lavoro. Distratto da una donna? Dalla telefonata con il Commodoro? Su queste ipotesi forse sta l'intero quadro della sciagura, qui bisognerà scavare per scoprire la verità, anche se questa non potrà mai cancellare l'incubo vissuto dagli sfortunati viaggiatori della Costa Concordia. Nel frattempo, il responsabile di tutto questo è ancora nella sua casa, agli arresti domiciliari. Inaccettabile.
Il silenzio dei vertici- Ma un altro mistero aleggia intorno al caso “Costa Concordia”: è stato accertato che l'azienda Costa è stata avvertita dell'impatto circa 68 minuti prima che fosse dato l'ordine di abbandonare la nave, come mai allora i vertici di Costa non hanno sollecitato Schettino a dichiarare subito lo stato di emergenza? Forse non compresero la gravità della situazione? O decisero di rinviare l'evacuazione di comune accordo? Se fosse così, bisogna chiedersi per quale motivo si aspettò tanto. Le indagini degli inquirenti si stanno muovendo proprio in questa direzione, chiedendosi se la Compagnia armatrice avesse interesse a ritardare il salvataggio. In ogni caso, secondo il convincimento della magistratura, il comandante non è il solo responsabile dell'inverosimile accaduto. Inverosimile per l'assurda manovra da roulette russa; incredibile per l'inetto comportamento, successivo al disastro, perpetrato dallo scellerato Caronte. Inspiegabile. Imperdonabile.
Enza C. Guagenti
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La donna misteriosa- A riferire della presenza della donna è stato lo stesso Schettino nel corso dell'interrogatorio dinnanzi al Gip, sostenendo che proprio quando stava effettuando la virata che condusse all'impatto con la scogliera del Giglio, davanti alla plancia vi era una giovane moldava che sorrideva. Ma chi era? Secondo quanto raccontato dal comandante si sarebbe trattato di una “presenza in nero” a bordo, invitata da un altro ufficiale per assistere dalla “cabina” di comando allo spettacolo di luci che si vede la notte dalle grandi vetrate della plancia. Gli inquirenti stanno già cercando la giovane, il cui nome, Dominica, è stato indicato dallo stesso Schettino, ma non è stato trascritto nell'elenco ufficiale dei passeggeri. In sostanza, quel che è certo è che si trattava di una passeggera non autorizzata come ce ne potevano essere altri. Ma cosa successe quella sera, mentre lo sventato timoniere parlava al telefono con il destinatario del famoso “inchino” - il Commodoro in quiescienza Mario Palombo – e una bella donna sorrideva? Peraltro alcuni testimoni riferiscono agli inquirenti di aver visto la moldava bere insieme al comandante prima dell'impatto.
Cosa successe quella notte- La magistratura sta cercando di scandagliare ogni particolare di quella sera, anche se già emerge con forza l'ipotesi che alla base del gravissimo errore umano vi sia stato un atto di distrazione, verosimile se ci si attiene alle varie testimonianze che definiscono Schettino come un ottimo comandante che conosce bene il suo lavoro. Distratto da una donna? Dalla telefonata con il Commodoro? Su queste ipotesi forse sta l'intero quadro della sciagura, qui bisognerà scavare per scoprire la verità, anche se questa non potrà mai cancellare l'incubo vissuto dagli sfortunati viaggiatori della Costa Concordia. Nel frattempo, il responsabile di tutto questo è ancora nella sua casa, agli arresti domiciliari. Inaccettabile.
Il silenzio dei vertici- Ma un altro mistero aleggia intorno al caso “Costa Concordia”: è stato accertato che l'azienda Costa è stata avvertita dell'impatto circa 68 minuti prima che fosse dato l'ordine di abbandonare la nave, come mai allora i vertici di Costa non hanno sollecitato Schettino a dichiarare subito lo stato di emergenza? Forse non compresero la gravità della situazione? O decisero di rinviare l'evacuazione di comune accordo? Se fosse così, bisogna chiedersi per quale motivo si aspettò tanto. Le indagini degli inquirenti si stanno muovendo proprio in questa direzione, chiedendosi se la Compagnia armatrice avesse interesse a ritardare il salvataggio. In ogni caso, secondo il convincimento della magistratura, il comandante non è il solo responsabile dell'inverosimile accaduto. Inverosimile per l'assurda manovra da roulette russa; incredibile per l'inetto comportamento, successivo al disastro, perpetrato dallo scellerato Caronte. Inspiegabile. Imperdonabile.
Enza C. Guagenti
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