Anche quest'anno il sogno degli Oscar è sfumato per l'Italia. L'Academy ha appena annunciato la short list dei 9 film stranieri candidati al premio più ambito del cinema, tra questi nessuna traccia di “Terraferma”, il film di Emanuele Crialese che aveva il compito di rappresentare l'Italia agli Oscar.
Eppure la pellicola - incentrata sul tema dell'Immigrazione - era riuscita a conquistare il Festival di Venezia ottenendo il premio speciale della giuria e lasciando ben sperare lo stesso Crialese, che a ridosso del Capodanno aveva dichiarato che “Il pubblico americano è entusiasta del mio film”. Commento che ieri ha assunto dei toni decisamente diversi, quando il regista ha affermato in modo telegrafico: “Penso al futuro! sono in Brasile! Congratulazioni a tutti quelli che ce l'hanno fatta”.
Italia esclusa da 6 anni- Ma cosa non ha funzionato? E soprattutto, cosa deve cambiare nel cinema italiano? Ci sarà un ragione se da circa 6 anni, quando il film “La Bestia nel cuore”, della Comencini arrivò allo “scontro finale”. Se poi si fa riferimento alla storia delle vittorie italiane agli Academy Awards, bisogna fare un salto temporale di 12 anni, quando il grande Roberto Benigni onorò la Patria con l'Oscar per “La vita è bella”. Forse, il problema riguarda “la macchina promozionale” più che la qualità dei film. Nulla di strano, tenuto conto della crisi dell'industria cinematografica italiana, “azzavorrata” - alla stessa stregua delle altre imprese tricolore - da tasse insostenibili che non permettono investimenti, meno che mai nel settore marketing.
I film stranieri ammessi- La rosa dei 9 nomi film stranieri in gara include, invece, il tedesco “Pina” di Wim Wenders; l'israeliano “Footnote” di Joseph Cedar; il marocchino “Omar Killed Me”, di Roschdy Zem; per la Polonia “In Darkness” di Agnieszka Holland; per il Taiwan, “Warriors of the Rainbow: Seediq Bale” di Wei Te-sheng; il belga, “Bullhead”, di Michael R. Roskam; il canadese “Monsieur Lazhar”, di Philippe Falardeau; il danese “Superclasico”, di Ole Christian Madsen; l'iraniano “Una separazione”, di Asghar Farhadi (trionfatore dei Golden Globe, molto apprezzato dalla critica).
Enza C. Guagenti
Italia esclusa da 6 anni- Ma cosa non ha funzionato? E soprattutto, cosa deve cambiare nel cinema italiano? Ci sarà un ragione se da circa 6 anni, quando il film “La Bestia nel cuore”, della Comencini arrivò allo “scontro finale”. Se poi si fa riferimento alla storia delle vittorie italiane agli Academy Awards, bisogna fare un salto temporale di 12 anni, quando il grande Roberto Benigni onorò la Patria con l'Oscar per “La vita è bella”. Forse, il problema riguarda “la macchina promozionale” più che la qualità dei film. Nulla di strano, tenuto conto della crisi dell'industria cinematografica italiana, “azzavorrata” - alla stessa stregua delle altre imprese tricolore - da tasse insostenibili che non permettono investimenti, meno che mai nel settore marketing.
I film stranieri ammessi- La rosa dei 9 nomi film stranieri in gara include, invece, il tedesco “Pina” di Wim Wenders; l'israeliano “Footnote” di Joseph Cedar; il marocchino “Omar Killed Me”, di Roschdy Zem; per la Polonia “In Darkness” di Agnieszka Holland; per il Taiwan, “Warriors of the Rainbow: Seediq Bale” di Wei Te-sheng; il belga, “Bullhead”, di Michael R. Roskam; il canadese “Monsieur Lazhar”, di Philippe Falardeau; il danese “Superclasico”, di Ole Christian Madsen; l'iraniano “Una separazione”, di Asghar Farhadi (trionfatore dei Golden Globe, molto apprezzato dalla critica).
Enza C. Guagenti













