Secondo il consueto bollettino mensile emanato dalla Banca centrale europea la crisi economica sta iniziando a far sentire i suoi effetti sul mercato del lavoro europeo. Si evince dal testo che “le condizioni nei mercati del lavoro si stanno deteriorando.
La crescita dell'occupazione è divenuta negativa e il tasso di disoccupazione ha iniziato a salire leggermente. I dati delle indagini anticipano un ulteriore indebolimento". Nel terzo trimestre, i dati della Bce rilevano che “l'occupazione è diminuita dello 0,1% sul periodo precedente, dopo tre trimestri di crescita positiva.
Al tempo stesso, le ore lavorate sono aumentate dello 0,1%”. Allargando il discorso all’intesa situazione economica europea il report della Bce afferma che “le prospettive economiche restano soggette a elevata incertezza e considerevoli rischi al ribasso. In tali circostanze le pressioni su costi, salari e prezzi nell'area euro dovrebbero rimanere modeste e i tassi di inflazione dovrebbero seguire un profilo coerente con la stabilità dei prezzi nell'orizzonte rilevante per la politica monetaria”.
L'inflazione nell'area dell'euro "si manterrà probabilmente su livelli superiori al 2% per diversi mesi a venire, prima di scendere al di sotto di tale valore".
Si avvertono, altresì, timidi segnali di ripresa per l’economia della zona euro. Nel corso del 2012 “l'attività economica dell'area dell'euro dovrebbe registrare una ripresa, seppure molto graduale, favorita dall'andamento della domanda mondiale, dai tassi di interesse a breve termine assai contenuti e da tutte le misure intraprese per sostenere il funzionamento del settore finanziario”.
Lorenzo Mannarà














