Sembrano davvero non finire mai i misteri avvolti intorno al terribile naufragio della Costa Concordia. A quanto pare, dovrebbe però essere dissolto quello sulla giovane donna bionda vista in compagnia del comandante Schettino sul ponte di comando della nave al momento del naufragio. Il suo nome è Domnika Cemortan, una donna moldava di 25 anni. Ma andiamo con
ordine. Secondo la tv moldava era un membro dell'equipaggio e per questo aveva diritto a trovarsi con gli altri ufficiali sulla plancia di comando. “Ero sulla Costa Concordia come passeggero semplice. Ho lavorato sulle navi da crociera per 5 anni come hostess e dopo un lavoro di più di un anno la Costa mi aveva offerto una vacanza a bordo della nave, un soggiorno che sarebbe dovuto durare una settimana”. In un’intervista alla tv moldava Jurnal TV la ragazza, sotto choc, accusa i media internazionali di disinformazione sul ruolo che avrebbe avuto il comandante e lo difende. “Al momento dell'impatto ero con Schettino, ha salvato migliaia di persone, ha svolto un lavoro straordinario”. In un'altra intervista al quotidiano Adevarul, la ragazza spiega che al momento dell'impatto, intorno alle 21.30, era a cena con gli amici, poi è salita sul ponte per tradurre in russo le informazioni degli ufficiali. Insomma, tante dichiarazioni, che però non chiariscono la vicenda.
Il chiarimento di Costa Crociere- Poi però con le dichiarazioni di Costa Crociere ogni dubbio svanisce, anche se la versione contrasta con quella della procura. “Dalle immagini trasmesse dai media, la signora citata come in compagnia del comandante Schettino nella sera del 13 gennaio risulta senza dubbio persona regolarmente imbarcata il 13 gennaio stesso nel porto di Civitavecchia e regolarmente registrata”. Lo ha comunicato, con una nota, la compagnia navale, che si dice pronta a fornire alle autorità competenti identità della persona e numero di pratica del biglietto acquistato. La compagnia precisa infine che “le leggi vigenti, le norme di sicurezza e i sistemi di controllo che l'azienda adotta con assoluto scrupolo, non consentono l'imbarco di persone non registrate”. Strano però che all’avvocato della società non risultasse la presenza di questa donna sulla nave. Ai giornalisti aveva risposto così: ”non abbiamo nessuna evidenza di questa donna”.
Il bilancio- I soccorritori stanno ancora cercando 21 persone che mancano all'appello. Sono 11 invece, finora,le vittime accertate della catastrofe. E di queste undici solo otto, al momento, hanno un nome e un cognome. Gli ultimi due corpi identificati sono quelli di due cittadini francesi: Jeanne Gannard, 70 anni e Pierre Gregoire, 69. Già dalla mattinata le ricerche a bordo della Costa Concordia, sospese ieri per tutta la giornata in seguito a un nuovo movimento del relitto, sono intanto riprese.
Le indagini- I sommozzatori intanto hanno recuperato l'ultima parte della scatola nera. Il procuratore Francesco Verusio, intervenendo al programma Rai “Radio anch’io”, ha detto che “l'esame di essa potrà dirci molto, ma non potrà farsi in tempi brevi”. Si dovranno estrarre i dati rispettando diversi adempimenti di garanzia, con la presenza del gip e gli avvisi alle parti. Al momento restano solo due gli indagati: il comandante Schettino e il primo ufficiale Ciro Ambrosio. Tra 10 giorni si avranno i risultati degli esami tossicologici. Gli inquirenti sembrano escludere comunque che Schettino fosse sotto effetto di alcol. Altro aspetto che riguarda l’indagine è il movimento delle ancore della Concordia. I sommozzatori cercheranno di capire se Schettino ha detto la verità, ricostruendo la linea di affondamento delle ancore: se è verticale vorrebbe dire che sono state gettate a motore fermo. Se è obliqua, al contrario, la versione di Schettino, secondo cui le ancore sono state gettate a nave ancora in moto, verrebbe confermata.
C’è anche un altro fronte di indagini molto delicato, riguardo ai comportamenti tenuti da Costa Crociere nella fase di emergenza. Schettino ha parlato più volte al telefono con il responsabile dell’unità di crisi della società di navigazione, Roberto Ferrarini. I pm sospettano che è proprio da lì che possano essere venute indicazioni sul ritardo da tenere nella richiesta di soccorso, sottovalutando quindi la gravità dell’incidente.
Costa Crociere parte offesa- La compagnia Costa Crociere si è costituita parte offesa davanti alla procura della Repubblica di Grosseto. Lo ha riferito un suo legale, l'avvocato Marco De Luca. “La Costa è parte offesa in questo procedimento, non esistono altre posizioni, ed è chiaro che non essendoci ancora un processo non possiamo ancora essere parte civile. La Costa è parte offesa perché, oltre il dramma umano e la tragedia, la compagnia ha subito un danno ingente”. Il legale ha aggiunto che Costa Crociere ha dato la piena disponibilità alla Procura di Grosseto nell'ambito dell'inchiesta. La Regione Toscana ha fatto sapere che si costituirà anch’essa parte civile al processo.
Costa Crociere sospende Schettino- La compagnia navale fa poi sapere che non rappresenterà la difesa di Francesco Schettino, contrariamente a quanto affermato inizialmente. Nel frattempo la società ha sospeso da stamattina il comandante. Quanto al primo ufficiale Ciro Ambrosio, il legale ha detto che a differenza di Schettino non è sospeso, perché non ci sono ancora gli estremi per arrivare alla sua sospensione.
De Falco: non sono un eroe- Il comandante della capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco è diventato l'eroe della Concordia. La sua telefonata col comandante Schettino ha scatenato il plauso del web, dando vita a molti gruppi su Facebook in suo onore e scatenando migliaia di twit. Da ieri è addirittura in vendita una maglietta con una delle ormai celebri frasi della conversazione con il comandante: "Vada a bordo…!". Davvero incredibile. Intervistato da Repubblica, De Falco lancia un messaggio chiaro: gli eroi sono quelli che hanno salvato centinaia di vite, i soccorritori a bordo della nave, e chi, come Alessandro Tosi, sottocapo della Guardia Costiera, ha capito che stava avvenendo un disastro molto prima degli altri. O come Marco Savastano, un ragazzo dell’elisoccorso, che quella notte ha salvato molte vite. Non ci sta quindi a passare per eroe. Ha fatto solo il suo mestiere, ci tiene a ribadire. Un uomo di legge (ha una laurea in giurisprudenza) e di mare. Un uomo che in quasi vent’anni di Marina, passati tra Mazara del Vallo, Santa Margherita Ligure e poi Livorno, non ha mai visto una tragedia del genere, ma che si è rimboccato le maniche per salvare più vite umane possibili. Ma non è un eroe però.
Il pericolo maltempo e il rischio ambientale- I palombari della Marina Militare hanno deciso di aprire tre nuovi varchi con esplosivi a 18 metri di profondità per facilitare l'accesso dei sub. Si teme però per un cambiamento delle condizioni meteo, previsto per le prossime ore, che potrebbe portare anche a un affondamento della nave. Il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha detto che, con una mareggiata, si corre il rischio di un inabissamento della nave stessa con danni strutturali alla nave e conseguenze dannose per l'ambiente.
Michela Magrini
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