La Costa Concordia si è nuovamente mossa e la sua situazione si sta aggravando. Per questo motivo oggi sono state sospese di nuovo tutte le attività di ricerca dei dispersi. Verso le 18 però sono di nuovo riprese e andranno avanti per tutta la notte. Ma solo sulla parte emersa della nave, per consentire la sicurezza degli operatori. E' stato deciso durante la riunione dei
gruppi operativi conclusa pochi minuti fa. Intanto alcuni dei familiari delle persone disperse, presenti sull'Isola del Giglio, tra cui anche la madre di Daiana, la bambina di 5 anni che era a bordo della nave, si sono riuniti in preghiera nella piccola chiesa dell'isola del Giglio e hanno lanciato in mare fiori per le vittime.
La nave si muove- Secondo il professor Casagli, esperto di frane che si occupa del monitoraggio, il relitto si muove ogni ora di 7 millimetri a poppa e 15 a prua, anche se adesso, secondo gli ultimi aggiornamenti, sembra stia rallentando. Il relitto si trova a pochi metri da un abisso di 60 metri in cui potrebbe scivolare, qualora la situazione peggiorasse. In tal caso sarebbe impossibile continuare le ricerche e recuperare il carburante. Non è escluso che possa prendere corpo il progetto di imbracatura dello scafo che verrebbe assicurato così agli scogli per evitare l'inabissamento. Inoltre, un Rov, robot subacqueo teleguidato, verrà immerso vicino al relitto per l'analisi del fondale: solo così sarà possibile stabilire se è possibile ancorare il relitto al fondale.
Allerta mareggiate- La situazione potrebbe peggiorare e la nave potrebbe inabissarsi completamente con le mareggiate previste a partire da oggi pomeriggio. Una forte mareggiata si sta sviluppando infatti al largo della Liguria e potrebbe raggiungere in giornata l'isola del Giglio, con onde alte anche tre metri. La situazione è resa ancora più critica dalla presenza nel relitto di vernici, detersivi, oli, e rifiuti di ogni genere che, in aggiunta al combustile ancora contenuto nei serbatoi fa temere per il tratto di mare circostante.
Prime richieste di risarcimento- Sono arrivate intanto le prime richieste di risarcimento danni: cinque sopravvissuti tedeschi chiedono danni per 80 mila euro. Lo scrive la Bild, che da giorni segue gli sviluppi delle ricerche e delle rivelazioni sull’incidente. A presentare le loro richieste di risarcimento sono due coppie e una donna della Renania Settentrionale Vestfalia. Una delle due coppie ha denunciato infatti di aver perso nell’incidente beni del valore di oltre 40 mila euro: gioielli orologi, ma anche carte di credito e documenti. “Considerando soltanto lo shock, la richieste è di 2500 euro di danni per ognuno dei miei clienti”, ha detto l’avvocato Hans Reinhardt.
La posizione di Schettino si aggrava- Il legale di Schettino ha nel frattempo annunciato che chiederà la scarcerazione del suo assistito, contro il provvedimento del gip di Grosseto che ha convalidato il fermo ai domiciliari. “Se ho fatto un errore, sono pronto ad assumermene la responsabilità. Ma prima è bene che siano individuati questi aspetti, questi errori, verifichiamoli e poi tutti possiamo valutare”, ha detto il comandante Schettino, parlando tramite il suo avvocato Bruno Leporatti. Ma nonostante ciò, la posizione del comandante sembra invece complicarsi, giorno dopo giorno. Stanno ora prendendo corpo diverse ipotesi su come sia realmente andata quella sera sul ponte di comando. Vediamole nel dettaglio.
L’ipotesi della bravata- Si sta rafforzando in queste ore l'ipotesi di una bravata del comandante, che avrebbe spinto la nave troppo vicino alla costa e a velocità troppo sostenuta. La Procura sta ascoltando in queste ore molti testimoni, sia membri dell'equipaggio che passeggeri. Il procuratore capo, Francesco Verusio, lascia intendere che la tragedia potrebbe non essersi verificata per "l'inchino" della nave ma per una dimostrazione di bravura del comandante Schettino, una bravata costata molto cara. Conferme in questo senso potrebbero arrivare dalla scatola nera di bordo. Si sospetta quindi che Schettino si sia lasciato andare a una sorta di prova di coraggio, lanciandosi in velocità tra i due scogli delle Scole a sud dell'isola, a 150 metri dalla costa e a soli 50 metri l'uno dall'altro. Quando ha visto che aveva compiuto un errore di manovra, oppure quando ha capito che le correnti lo avevano sospinto troppo vicino agli scogli, il comandante avrebbe provato a superare l'ostacolo aumentando la velocità, cercando di virare violentemente a dritta per evitare l'impatto.
L’ipotesi dei festeggiamenti e del vino- Altra ipotesi è che la notte del naufragio Schettino si sarebbe trovato con una donna straniera, che sappiamo ormai essere Domnica Cemortan, ballerina e ex dipendente della Costa nel ristorante Club Concordia. Un passeggero savonese avrebbe anche notato il comandante mentre beveva diversi bicchieri di vino. Schettino si sarebbe allontanato poi con la ragazza moldava e il maitre verso la plancia della nave e testimoni hanno dichiarato di aver visto la ragazza vicino al timone, o nel salottino poco distante, prima che il comandante si mettesse al timone. È proprio la ragazza, in un'intervista, a negare dicendo: “Ma quando? Sulle navi di Costa Crociere ci sono videocamere in ogni angolo. Se beccano qualcuno dell'equipaggio che beve in servizio lo licenziano subito”.
Le ancore- Inoltre, due isolani del Giglio avrebbero dichiarato che l'ancora della Concordia sarebbe stata gettata dopo lo sbandamento della nave, quindi a nave ferma e non prima, come dichiarato dal comandante Schettino. Una testimonianza che conferma i dubbi nutriti dagli inquirenti riguardo le dichiarazioni del comandante, che aveva invece detto di aver gettato le ancore con la nave ancora in moto. Ieri i sommozzatori dei carabinieri hanno compiuto poi dei rilievi e, a conferma dei dubbi della Procura evidenziati anche dai due testimoni oculari, hanno trovato una delle due ancore sotto lo scafo, segno che è stata gettata dopo lo sbandamento.
Intervento dell'Ue- Sulla tragedia della Concordia interviene anche l'Ue: una revisione delle norme comunitarie sulla sicurezza dei passeggeri delle navi, attualmente in corso, dovrà tenere pienamente conto della lezione legata alla tragedia della Costa Concordia. Lo ha chiesto il vicepresidente della Commissione Ue, Siim Kallas, responsabile dei trasporti, che illustrerà la posizione di Bruxelles al Parlamento europeo martedì prossimo.
Michela Magrini
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