L’era Gheddafi è finita, quella della produzione di petrolio no. L’Eni, insieme al nostro Presidente del Consiglio, Mario Monti, è in missione in Libia. Mantenere buoni rapporti con gli amici libici è il primo cruccio italiano, anche sul fronte economico, commerciale e della produzione petrolifera.
L’amministratore delegato Eni, Paolo Scaroni, non ha nascosto la sua soddisfazione per un dato che lui in primis ritiene molto positivo: la produzione di petrolio in terra libica si aggira attorno ai 260mila barili al giorno, un livello molto alto che si avvicina alla mega produzione che vigeva prima del lungo periodo bellico: 270 mila barili di petrolio prodotti. Cade un regime, la nazione cambia governo, l’aria di democrazia è più vicina, ma quanto a materie prime la loro produzione è in forte attività. Lo stesso Scaroni commenta così questo successo targato Eni: “Con i libici va tutto bene. Sono 50 anni che lavoriamo in Africa e non è mai successo che un contratto non sia stato rispettato”. Scaroni prosegue la sua visita ufficiale in Libia e incontrerà a breve rappresentanti della National Oil Company: oggetto di discussione è l’entrata in vigore, entro termini temporali ragionevoli, di un memorandum d’intesa e cooperazione fra Italia e Libia, accompagnato da un accordo economico che toccherà i 380 milioni di euro.
La fine del lungo periodo di Muammar Gheddafi non cambia in toto le intenzioni dei due paesi. Gli obiettivi e le iniziative saranno mantenute, partendo però dal presupposto che, soprattutto per la Libia e il suo popolo, è iniziata una nuova era. Restano i principali accordi, sottoscritti nel famoso e storico Trattato dell’Amicizia, firmato da Gheddafi e dall’ex Premier Berlusconi, accordi che saranno affiancati alla Tripoli declaration. Con quest’ultima l’Italia e il suo governo avranno un ruolo di primo piano nella ricostruzione della principale nazione strategica dell’area mediterranea nonché l’onere di occuparsi del rifacimento di un’intera rete infrastrutturale, finora più un miraggio che una realtà.
Marco Chinicò













