Giovedi, 24 Maggio 2012

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Sciopero benzinai: minacciano 10 giorni di fermo totale



     

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La scia di insoddisfazione innescata dal decreto Monti approvato venerdì scorso, sulla concorrenza, le liberalizzazioni e le infrastrutture, ha investito diverse categorie di lavoratori italiani.
Mentre taxi e tir paralizzano i trasporti, farmacisti, avvocati e benzinai sono pronti a sospendere i loro servizi in segno di protesta.

Per questi ultimi, sono previsti ben 10 giorni di sciopero, anche se la spaccatura fra i gestori non ha ancora permesso di definire le date e le modalità.

La Figisc, federazione che riunisce i benzinai della rete ordinaria e dall'Anisa Confcommercio, ha proposto 7 giorni di astensione dal lavoro, mentre Faib e Fegica hanno per il momento confermato 10 giorni di agitazione, distribuiti in blocchi di tre giorni ciascuno. Seguendo così i dettami della legge in materia, di cui l’Autorità per gli scioperi è garante, che prevedono limitazioni sulla durata e sulla garanzia di servizi pubblici essenziali che non può eccedere le 72 ore.

La Faib Confesercenti non nasconde la delusione nei confronti dei provvedimenti adottati dal Governo, ma, pur confermando lo stato di agitazione, precisa che la categoria si riserverà di leggere il testo ufficiale del decreto, pubblicato sul GU, prima di dare il via alle manifestazioni.

La situazione dunque è ancora molto tesa, i benzinai lamentano poca coerenza da parte del Governo che nel decreto non ha introdotto una modifica fondamentale che avrebbe permesso a tutti i gestori di staccarsi dalle grandi compagnie petrolifere.

Secondo il Coordinamento Nazionale Unitario di Faib e Fegica nell'attuale decreto " si fa retromarcia su tutta la linea di fronte alla potente lobby dei petrolieri, i cui privilegi non vengono neanche scalfiti ma persino rafforzati dalle misure che sono in procinto di essere varate"

I gestori ritengono che le grandi compagnie petrolifere possano così fissare le condizioni contrattuali, con un conseguente rafforzamento degli interessi dei monopolisti, ingannando gli automobilisti e condannandoli a pagare prezzi sempre più alti.

Antonella Grasso


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