Un drammatico episodio si innesta nella rivolta dei Tir, “scesi in campo” per protestare contro le misure stabilite dal governo Monti nell'ultima manovra e i relativi rincari di carburanti, Irpef e pedaggi. Ad Asti un autotrasportatore, il 46enne Massimo Crepaldi, è stato investito da
una collega tedesca alla guida di un Tir, mentre si trovava sulla strada statale 10 insieme ad altri manifestanti. È morto sul colpo. I primi accertamenti della polizia stradale parlano di un incidente, circostanza confermata anche da "Trasporto Unico", l'organizzazione sindacale che ha indetto la manifestazione di protesta. L'autista tedesca stava effettuando una manovra, quando l'uomo avrebbe cominciato a battere con i pugni sulla portiera scivolando improvvisamente sotto le ruote del mezzo.
Protesta nazionale- Intanto, in tutta Italia, la protesta degli autotrasportatori è giunta al suo secondo giorno. Previsto fino a venerdì prossimo, lo sciopero ha preso le mosse dal “Movimento dei forconi” che dalla Sicilia si è propagato a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale, continuando a creare grandi disagi con almeno un centinaio di blocchi in tutta Italia. La situazione più critica si registra in Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Campania e Puglia, ma le “adesioni” ai “forconi” sono diffuse su tutte le Regioni. Danni anche alla Fiat che ha dovuto fermare i primi due turni di lavoro in tutti i suoi stabilimenti. Intanto la Coldiretti denuncia il rischio di mandare in fumo circa 50 milioni di euro al giorno, tale il valore stimato dei prodotti alimentari deperibili che quotidianamente vengono trasportati e venduti su tutto il territorio. “I produttori agricoli – spiega la Coldiretti - sono costretti a smaltire a proprie spese il prodotto che marcisce o a svenderlo mentre i consumatori sono costretti a fare i conti con gli scaffali vuoti e il rischio di effetti speculativi sui prezzi che cominciano a farsi sentire sugli ortaggi. Al danno economico immediato va aggiunta - continua la Coldiretti - la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come la Spagna nell'ortofrutta o dall'Olanda per i fiori, diretti concorrenti della produzione Made in Italy”.
“Andremo avanti”- "Siamo esposti, soli e tutto va male - ha detto Maurizio Longo, segretario generale dell'organizzazione sindacale Trasportounito - se non ci saranno risposte concrete andremo avanti, e la protesta si estenderà anche ad altre regioni italiane". Come ha lasciato intendere Longo, in assenza di interventi da parte del governo, lo sciopero continuerà ad oltranza.
Monti tergiversa- Nel frattempo, mentre l'ammalato continua ad avere mal di pancia e dolori diffusi, il "medico" Monti, a Bruxelles per l'incontro dei ministri economico- finanziari europei, si mostra quasi indifferente di fronte ai giornalisti che lo interrogano sulla rivolta che sta immobilizzando l'Italia: "Qui non se n’è parlato...", ha commentato il presidente del Consiglio.
“Non ti curar di loro ma guarda e passa”, sembra essere la strategia assunta dal Professore di fronte ai sommovimenti italiani. Ma sorvolare la questione non libererà Monti da una zavorra come il “populismo”. Peraltro lo stesso Premier aveva paventato “l'allarme populista” quando, in visita dalla Merkel, aveva chiesto degli interventi europei atti a stanare la crisi. “Per non finire nelle mani dei populisti”, aveva detto. Adesso, lo spettro delle rivoluzioni è diventato realtà e “super Mario” dovrà vedersela proprio con loro, i populisti.
Enza C. Guagenti
Protesta nazionale- Intanto, in tutta Italia, la protesta degli autotrasportatori è giunta al suo secondo giorno. Previsto fino a venerdì prossimo, lo sciopero ha preso le mosse dal “Movimento dei forconi” che dalla Sicilia si è propagato a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale, continuando a creare grandi disagi con almeno un centinaio di blocchi in tutta Italia. La situazione più critica si registra in Piemonte, Emilia Romagna, Lombardia, Campania e Puglia, ma le “adesioni” ai “forconi” sono diffuse su tutte le Regioni. Danni anche alla Fiat che ha dovuto fermare i primi due turni di lavoro in tutti i suoi stabilimenti. Intanto la Coldiretti denuncia il rischio di mandare in fumo circa 50 milioni di euro al giorno, tale il valore stimato dei prodotti alimentari deperibili che quotidianamente vengono trasportati e venduti su tutto il territorio. “I produttori agricoli – spiega la Coldiretti - sono costretti a smaltire a proprie spese il prodotto che marcisce o a svenderlo mentre i consumatori sono costretti a fare i conti con gli scaffali vuoti e il rischio di effetti speculativi sui prezzi che cominciano a farsi sentire sugli ortaggi. Al danno economico immediato va aggiunta - continua la Coldiretti - la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello proveniente da Paesi come la Spagna nell'ortofrutta o dall'Olanda per i fiori, diretti concorrenti della produzione Made in Italy”.
“Andremo avanti”- "Siamo esposti, soli e tutto va male - ha detto Maurizio Longo, segretario generale dell'organizzazione sindacale Trasportounito - se non ci saranno risposte concrete andremo avanti, e la protesta si estenderà anche ad altre regioni italiane". Come ha lasciato intendere Longo, in assenza di interventi da parte del governo, lo sciopero continuerà ad oltranza.
Monti tergiversa- Nel frattempo, mentre l'ammalato continua ad avere mal di pancia e dolori diffusi, il "medico" Monti, a Bruxelles per l'incontro dei ministri economico- finanziari europei, si mostra quasi indifferente di fronte ai giornalisti che lo interrogano sulla rivolta che sta immobilizzando l'Italia: "Qui non se n’è parlato...", ha commentato il presidente del Consiglio.
“Non ti curar di loro ma guarda e passa”, sembra essere la strategia assunta dal Professore di fronte ai sommovimenti italiani. Ma sorvolare la questione non libererà Monti da una zavorra come il “populismo”. Peraltro lo stesso Premier aveva paventato “l'allarme populista” quando, in visita dalla Merkel, aveva chiesto degli interventi europei atti a stanare la crisi. “Per non finire nelle mani dei populisti”, aveva detto. Adesso, lo spettro delle rivoluzioni è diventato realtà e “super Mario” dovrà vedersela proprio con loro, i populisti.
Enza C. Guagenti













