Giovedi, 24 Maggio 2012

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Francesco Forte: intervista esclusiva all'ex Ministro delle Finanzie nonchè attuale consigliere in economia di Alfano



     

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Francesco Forte: intervista esclusiva all'ex Ministro delle Finanzie nonchè attuale consigliere in economia di AlfanoFrancesco Forte* - Dieci domande di attualità politica.

1- Oggi l’Italia attraversa un periodo di grande difficoltà economica. Parlare di facili soluzioni è una vera e propria utopia. Da Lei vorremmo sapere, Prof. Forte, quanto tutto ciò sia imputabile a mera crisi del sistema finanziario in senso stretto e quanto alla politica (e ai suoi uomini).


La crisi del sistema finanziario è stata la causa della crisi, assieme alle colpe della classe politica degli USA che e delle autorità di vigilanza dei mercati che hanno lasciato mano libera alla deformazione del sistema della finanza privata mediante i prodotti finanziari derivati non regolamentati . Nell’ Europa, colta di sorpresa , vi era una lacuna nelle strutture del sistema dell’euro dovuta alla assenza di una Istituzione come l’attuale Fondo europeo di stabilizzazione finanziaria, nato in ritardo , con compiti limitati e mezzi inadeguati . Inoltre è stata fatta marcire la questione del debito pubblico della Grecia e, infine, sino all’avvento di Draghi la Bce ha svolto una politica monetaria inadeguata. D’altra parte negli Usa e in Europa le banche hanno rifiutato le regole di trasparenza e la nuova impostazione dell’Eba, la autorità di vigilanza basata su criteri di valutazione del loro capitale riferiti al valore corrente di mercato ha introdotto elementi di destabilizzazione del debito pubblico e generato artificiosa spinta recessiva. Qui la colpa della politica è consistita nel non avere stabilite lei le regole di valutazione .

2- E’ possibile che la crisi finanziaria originatesi negli Stati Uniti, sia stata il fattore scatenante di quella europea?
E’ certamente vero che in Europa senza l’anomalo sviluppo della finanza derivata degli USA e del suo boom speculativo privo di controllo non ci sarebbe stata la crisi europea, nell’ euro zona , mentre è probabile che ci sarebbe stata nell’area della sterlina

3- Quanto di vero c’è nell’affermazione che oggi l’euro sta in mezzo al sandiwch americano-cinese?
Direi che si tratta di una visione di breve termine. In quella di medio lungo termine , se l’euro non crollerà, come è fortemente probabile, sarà piuttosto il dollaro a stare fra il sandwich costituito dall’euro e dalla nuova moneta yuan-yen cino-giapponese

4 - L’India, la Cina e il Brasile sono le Nazioni emergenti degli ultimi anni. Saranno coloro che “affosseranno” definitivamente il Continente europeo?
Non credo proprio, il continente europeo ha immense potenzialità nell’Est verso la Russia e il Caspio e nell’Africa Settentrionale e l’America Latina ha stretti legami con l’Europa , soprattutto quella meridionale .

5- Le banche e le assicurazioni saranno i nuovi padroni dell’economia mondiale. Cosa si può fare per limitare il loro potere?
Bisognerebbe che si regolamentassero i mercati finanziari non regolamentati , che si impedissero le agenzie di rating collegate a banche e si vietasse ai banchieri di entrare nei governi e nei parlamenti , prima di cinque anni dall’aver lasciato le loro cariche finanziarie .

6- Perché i politici, in Italia, si sono piegati allo strapotere del denaro? E’ così anche per le altre Nazioni europee ? L’Inghilterra e la Germania , per esempio?
La ragione in Italia sta nel fatto che i media sono intrecciati con il potere finanziario e che i partiti di sinistra si sono alleati ai banchieri per ottenere il potere che non riescono più ad avere con il legame con i sindacati. Analoga cosa è accaduta, in modi diversi in Usa e in UK .

7- Quali i rimedi? E quale il ruolo della politica nel futuro nella nostra Nazione nel breve-medio periodo?
Il rimedio sta negli elettori e nella presa di coscienza della Chiesa cattolica della assurdità di una contaminazione fra politica cattolica e potere bancario.
8- Come vede il “polo” Inps-Inpdap-Enpals, appena varato dal nuovo Governo?
Male, in quanto si rischia di perdere il rapporto fra contributi dei singoli gruppi sociali e loro pensioni.

9- Cosa dovrebbe fare l’opposizione per salvaguardare il potere di acquisto dei cittadini?
Non capisco la domanda , perché non abbiamo un governo retto da una maggioranza , con una opposizione politica , ma un governo del presidente della repubblica

10- I sindacati, vista la recente invasione di campo operata da Brunetta con il precedente Governo, pensa che possono avere ancora un ruolo importante nello sviluppo del Paese?
 I sindacati possono avere ancora un grande ruolo se accettano la contrattazione periferica.

Giovanni Firera
Vicedirettore
CorriereInformazione.it

*Chi è Francesco Forte?
E' nella terza età, essendo nato a Busto Arsizio nell’anno 29 del secolo scorso. Ha vissuto a Sondrio dall’età di 9 anni e ivi ha frequentato il ginnasio-liceo Piazzi. Suo padre, suo nonno e suo zio erano magistrati. Ma lui ha scelto, sin dalle medie, di fare l’economista. Nel 1947, perciò, vinto il concorso di alunno al Collegio Ghislieri di Pavia, si iscrisse alla Facoltà di Giurisprudenza e frequentò contemporaneamente la Facoltà di Scienze politiche e soprattutto l’Istituto di Finanza dell’Università. Nel 1951 si laurea con lode e menzione per la stampa con una tesi in scienza delle finanze. Nello stesso anno viene nominato Assistente ordinario nell’istituto di finanza pavese diretto dal professor Benvenuto Griziotti, maestro fra l’altro di Ezio Vanoni, di cui Forte diventa professore supplente all’Università statale di Milano dal 1955-56 al 1956-1957. Da questo anno è professore incaricato presso le Università di Milano e Urbino. E’ nel frattempo consulente di imprese come Eni e Ferrero e redattore capo dell’economia del nuovo giornale Il Giorno. Nel febbraio 1959 consegue la libera docenza in scienza delle finanze. Dal ‘59 al ‘60 è post-doctoral fellow del Thomas Jefferson Center del Dept. of economics dell’Università di Virginia. Nel 1960 è Associate professor of economics presso la stessa Università. Nel 1961 approda all’International Tax Center di Harvard e diviene full professor of Economics all’Università di Virgina su proposta di James Buchanan e Ronald Coase poi premio Nobel per l’economia. Nello stesso anno vince in Italia il concorso di cattedra in Scienza delle finanze e viene chiamato da Luigi Einaudi a succedergli presso le facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche dell’Università a Torino. Tra il 1962 e il 1964 è consulente dei ministri del Bilancio Ugo la Malfa e Antonio Giolitti e inizia a elaborare a livello politico la formula del liberal-socialismo, allora considerata strana, che peraltro deriva dal suo indirizzo di “economia sociale di mercato”, cui rimarrà costantemente fedele. Nel 1965 è visiting professor nell’Università di York in Inghilterra, due anni dopo Rockfeller research professor a Washington presso la Brookings Institution e nel 1970 Visiting professor presso l’Università di California. Dal 1966 al 1976 è membro della giunta esecutiva e poi vicepresidente dell’Eni, e fino al 1981 preside della Scuola di specializzazione E. Mattei dell’Eni. Nel 1983 diviene membro del Board dell’Università di Buckingam e nel 1986 la stessa Università gli
conferisce la laurea Honoris causa. Dal 1979 al 1987, su designazione di Bettino Craxi, che ne apprezza la linea economica, è capolista alla Camera ed eletto nel collegio Como-Sondrio-Varese. Dall’87al '94, per altre due legislature, senatore del collegio di Sondrio In questo periodo è
presidente della commissione Industria alla Camera, ministro delle Finanze (1982-1983), ministro delle Politiche comunitarie (1983-1985), sottosegretario delegato per gli interventi straordinari nel terzo mondo (1985-87), capo dello staff del rappresentante speciale del segretario delle Nazioni Unite per i problemi del debito estero dei PVS (1990-91), presidente della commissione Finanze e Tesoro del Senato (1992-94). Nel 1984 è chiamato a Roma alla cattedra di Politica economica e poi a quella di Scienza delle finanze nella Facoltà di economia dell’Università La Sapienza. Nel 1987 diviene presidente della European Public Choice Society e nel 1989 vicepresidente della Hume Society di Edimburgo. Dal 1987 è presidente onorario dell’International Istititute of Public Finance. Nel 1997 è visiting professor presso il Fondo monetario internazionale a Washington. Dal 2000 al 2004 è presidente prima del nuovo Corso di Laurea in Turismo e Risorse e poi di quello di Moda e Costume della Sapienza. Dal 2005 è professore emerito della facoltà di Economia della Sapienza e vi continua le sue ricerche scientifiche. Presidente dal 2004 del comitato scientifico per l’istituzione della facoltà di Economia dell’Università mediterranea di Reggio Calabria, vi ha creato il nuovo corso di laurea in Scienze economiche e vi insegna Scienza delle finanze e Analisi economica del diritto. E’ oramai autore o coautore di 51 volumi di opere scientifiche e di diverse centinaia di saggi economici in italiano e inglese in riviste italiane e internazionali. Ha scritto articoli ull’Espresso, Panorama, La stampa, Il Giornale, Italia Oggi, e ora su Libero. E’ autore dell’editoriale economico del Foglio dalla fondazione e grazie all’elettronica svolge, con impegno quasi religioso, questo compito quotidiano in qualunque parte di Italia o del resto del mondo si trovi. Scrive sul Foglio, di tanto in tanto, articoli firmati che, nel gergo dei foglianti, vengono denominati “i fortiani”.


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vittoria  - complimenti |26-01-2012 08:53:47
Complimenti a CorriereInformazione per l'esclusiva. Un'intervista libera, "vera", ad un grande dell'econmia mondiale.