“Spero che avere un lavoro non sia più considerato un privilegio”, così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha commentato la frase di Federica Giorgi del gruppo Gucci che si era considerata una privilegiata proprio perché lavora. In realtà la
signora Giorgi ha detto ciò che molti pensano ma non dicono. Ma il presidente della Repubblica, pur riconoscendo ciò, ha auspicato che ciò non avvenga in futuro. “Spero che la signora Giorgi non si senta più una privilegiata perché ha un lavoro. Questo è l'augurio che rivolgo a tutti i giovani” ha detto ribadito il presidente alla signora Giorgi.
Ricerca e innovazione, sono questi i settori che devono rilanciare il sistema Italia e farlo decollare verso il futuro. “Insieme all'affinamento della qualità dei nostri prodotti, credo nell'importanza dell'innovazione tecnologica e della ricerca come chiave di volta – ha detto il presidente - affinché l'Italia non perda posizioni, ma ne guadagni ancora, nella competizione mondiale”.
Il nostro Paese si è sempre distinto nel mondo per il lavoro artigianale, il made in Italy è famoso e apprezzato in tutto il mondo per qualità di materiali e di lavoro manuale di eccellenza. Ciò è stato detto in una sede più che opportuna perché al Leonardo 2011 vengono riconosciuti i meriti ai lavoratori italiani che hanno contribuito notevolmente all’esportazione dei modelli e prodotti italiani.
Il presidente, in effetti, ha sempre sostenuto la società italiana intesa come entità peculiare nel mondo, anche nei momenti più difficili ha sempre spinto verso l’unità del nostro popolo, operazione che avrebbe l'effetto di portarci fuori dal baratro, oggi queste parole hanno un senso che va oltre le parole stesse, perché devono essere inserite ne contesto storico che stiamo attraversando e che vede il nostro Paese protagonista, insieme ai maggiori partner europei, del cambiamento della società di domani, ma, soprattutto, ci vede in un cambiamento interno che potrebbe sfociare nell'iniquità qualora non dovessero funzionare i giusti controlli sociali e politici.
Antonio Marchetta














