Giovedi, 24 Maggio 2012

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Google, nuove regole per la privacy: quali sono i vantaggi per utenti e aziende?



     

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 Google, nuove regole per la privacy: quali sono i vantaggi per utenti e aziende?Ci sono delle novità importanti in casa Google a proposito di policy per la riservatezza dei dati personali. Il gruppo di Mountain View ha comunicato i cambiamenti pensati per semplificare e rendere più trasparente la gestione dei dati riservati degli utenti. Che vuol dire? Google ha deciso di riunire gli oltre settanta testi relativi alle policy dei suoi tanti servizi in un unico

 documento, denominato Privacy Policy, che diventa così il punto di riferimento per più siti e servizi Google accessibili tramite lo stesso account. Oltre a questo, cambiano anche le condizioni d'uso (Terms of service) che verranno integrate in un unico documento, consultabile online. Le nuove norme entreranno in vigore il 1 marzo, ma le versioni precedenti sono consultabili su internet. . "Le autorità chiedono politiche di privacy più semplici e averne una unica per vari prodotti" va in questa direzione, afferma Alma Whitten nel blog di dell'azienda. In questo modo, Google sarà sicuramente in grado di ricostruire con più semplicità rispetto al passato la “vita digitale” di un utente, almeno per quel che riguarda l’utilizzo dei propri servizi.

Nel dettaglio, cosa cambierà per gli utenti e per le aziende? Prima di tutto va sottolineato che la convergenza sempre più forte tra servizi, come il motore di ricerca, YouTube, Gmail e il nuovo social network Google Plus, ha l’effetto di mettere in atto un vero e proprio scambio di dati tra siti diversi senza lasciare all’utente la possibilità di un “opt-out“. Gli utenti e le aziende si troveranno immersi in un continuo interscambio di informazioni tra siti diversi, ma tutti sotto la protezione di Big G, che sarà tanto più ampio quanto più numerosi saranno i servizi utilizzati.
Nello specifico, per le aziende che sono interessate ad investire in social media marketing, in cerca di visibilità e buon posizionamento nelle SERP del traffico organico di Google, diventerà ancor più interessante rivolgersi a Google Plus, consapevoli del ruolo privilegiato di cui godono i servizi associati al motore di ricerca, ora più che mai.

Vantaggi- A detta di Google, ci saranno solo vantaggi per gli internauti. In un comunicato, l’azienda spiega che "queste nuove regole riflettono i nostri sforzi per migliorare la sicurezza dei nostri utenti", precisando che gli internauti potranno contare anche su migliori risultati nelle loro ricerche. Tale semplificazione permetterà all’utente di gestire in maniera più consapevole la propria presenza su Google, proprio attraverso il compattamento dei servizi offerti e l’interscambio del dati. "Che si tratti di leggere un'email per organizzare una rimpatriata tra amici o di trovare un video preferito da condividere, vogliamo darti la possibilità di muoverti con facilità tra Gmail, Calendar, Ricerca Google, YouTube o qualsiasi altro prodotto che risponda alle tue esigenze", si legge sul sito ufficiale di BigG. "Se accedi al tuo account Google, possiamo migliorare la tua esperienza di ricerca, ad esempio suggerendoti i termini di ricerca o personalizzando i risultati in base agli interessi che hai manifestato su Google Plus, Gmail e YouTube. Comprenderemo meglio che cosa stai cercando e ti restituiremo i risultati giusti più rapidamente".

Polemiche e chiarimenti- Questo aspetto ha fatto sorgere anche qualche polemica, che si va a sommare a quella di recente sorta degli Usa, a proposito dell’integrazione della ricerca online con il social network Google+ e altre reti sociali su internet, chiamata “plus your world”. L’azienda ha subito cercato di chiarire, sottolineando che si è trattato di interpretazioni errate della nuova policy. E’ vero che l'utente non potrà esercitare "l'opt-out", cioè o si accetta l'esperienza come Google la intende con i nuovi termini, oppure niente. Quello che però interessa maggiormente e su cui l’azienda cerca di tranquillizzare è che dati e categorie di informazioni sensibili (come la salute) o informazioni personali non vengono e non verranno raccolte dal motore. Inoltre, la nuova policy mantiene inalterata la locazione dei dati, come è ovvio che sia, e non potranno mai essere utilizzati da un utente diverso da chi li fornisce. La sicurezza e la privacy non vengono in alcun modo messe in discussione. Google ricorda inoltre che esiste un pannello di controllo centrale attraverso cui selezionare le opportune preferenze utente. I paladini dei consumatori però non ci stanno e sono contrari all'innovazione perché ritengono che gli utenti potrebbero restare delusi dal fatto che le loro informazioni siano condivise su altri siti web. Secondo Il Financial Times poi le persone saranno incentivate a trascorrere più tempo su Google e, in questo modo, potrà guadagnare terreno sul rivale Facebook.

La prima impressione è che, nonostante l’azienda cerchi di tranquillizzare, un’intrusione maggiore nella privacy degli utenti ci sarà, dato che con questo strumento Big G può usare meglio le informazioni. Eppure Google sa già molto riguardo alle nostre preferenze e agli utenti dovrebbe almeno essere permesso di continuare ad avere l'opzione di non partecipare all'iniziativa. Non si può dire o così o niente, gli utenti dovrebbero sentirsi liberi di decidere non solo come, ma anche se condividere le loro informazioni sullo spettro di offerta Google. Il dubbio è che si tratti solo di una strategia commerciale. Che ne pensate?

Michela Magrini

Guarda il video di Google Privacy Policy


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