Francesco Gaetano Caltagirone lascia la vice-presidenza del gruppo bancario Monte dei Paschi di Siena. Il noto imprenditore romano, coinvolto nella scalata alla Bnl per la quale fu condannato in primo grado, avrebbe manifestato l’intenzione di lasciare a seguito del dimezzamento della sua quota societaria che avrebbe subito un calo, dal 4,7% al 2%.
Caltagirone per il momento è in attesa di essere reintegrato dentro l’assemblea straordinaria di Mps. Il reintegro sarebbe previsto per il prossimo martedì, ma la Consob tramite comunicato fa sapere che Caltagirone, con una semplice operazione, avrebbe dimezzato la sua quota societaria dal 3,923% al 2,787%, classica operazione di cessione di titoli quando un alto dirigente decide di abbandonare metà del timone di una nave. Il gruppo Monte dei Paschi ha guadagnato il 7% in Borsa; un risultato positivo che però non fa dormire sonni tranquilli.
La Fondazione Monte dei Paschi ha circa un miliardo di debiti che dovrà sanare al più presto, ma a queste difficoltà finanziarie si aggiunge la ristrutturazione del capitale costituente il patrimonio che, per ordine dell’Autorità bancaria europea, deve essere di circa 3,2 miliardi di euro, cifra che la stessa Fondazione non riesce a mettere su e la presenza di Caltagirone era considerata dentro l’ambiente bancario più che preziosa in quanto uno dei pochissimi a poter rilevare i titoli in vendita. Un Caltagirone in meno, meno soldi dentro il capitale sociale. Fatto che allarma l’istituto di credito toscano, il più vecchio in assoluto, il più redditizio in borsa, ma anche il più esposto allo spauracchio di doversi ritrovare, dall’oggi al domani, dalle stelle alle stalle.
Marco Chinicò













