Fra le banche e la Grecia s’inserisce Jean Claude Juncker. Il Presidente dell’Eurogruppo fa una panoramica della situazione economica generale che coinvolgono da tempo Unione Europea ed Eurozona.
Il tema Grecia ormai è al centro dell’attenzione: stampa mondiale, organi istituzionali europei e banche seguono e monitorizzano giorno per giorno quel che accade ad Atene. Juncker interviene nel merito della questione, affermando che gli stati e i privati creditori dovrebbero rinunciare a una buona parte del debito greco. Lo stesso Presidente di Eurogruppo tende a giustificare questa sua analisi, spiegando nei dettagli che ai fini di un’intelligente risoluzione del problema greco, servirebbe un aiuto proveniente dall’esterno, nella fattispecie un aiuto pubblico. Se l’obiettivo greco è ridurre il deficit pubblico al 120% del Pil, questa strategia è l’unica plausibile altrimenti, in caso contrario, tutte le banche andrebbero a rilevare un debito completamente svalutato e che, da solo, non riporterà questa drastica riduzione tanto invocata.
Il calo di tale deficit del 120% è stato appoggiato a pieni voti dal Fondo Monetario Internazionale che darà aiuti concreti al governo di Atene solo se sarà avviato questo specifico piano; unica condizione che porterebbe allo sblocco dei fondi salva-Atene. Grecia, paese di antiche mitologie, dei ed eroi; oggi per la prima volta nella sua storia, è il Paese ellenico a dover cercare fuori casa un eroe per restare in piedi, evitando il precipizio.
Marco Chinicò














