E’ stato raggiunto un accordo tra Costa Crociere e le associazioni nazionali dei consumatori per l'indennizzo ai passeggeri dopo il naufragio della nave Costa Concordia. La compagnia navale risarcirà ogni passeggero con con 11mila euro, a cui potranno aggiungersi fino a 3mila euro di rimborsi, per un totale di 14mila euro. La proposta non riguarda però le famiglie
delle vittime e i passeggeri feriti, per i quali è stato necessario effettuare trattamenti sanitari in loco. Per costoro l'indennizzo terrà conto della gravità del danno subito dai singoli individui.
Nel dettaglio, il tavolo di conciliazione tra i rappresentanti dei Consumatori e Costa, organizzato da Astoi Confindustria, ha indicato un rimborso forfettario di 11mila euro a persona a titolo di indennizzo, che coprirà tutti i danni patrimoniali e non, subiti da ogni passeggero,compresi i bambini. Tale importo è superiore ai limiti risarcitori previsti dalle convenzioni internazionali e dalle leggi vigenti. “Costa si è impegnata altresì a non dedurre, da tale cifra, quanto eventualmente percepito dai clienti per rimborsi assicurativi legati a polizze individualmente stipulate”, precisa Astoi in una nota. Inoltre, altre 3 o 4 mila euro aggiuntivi (a seconda delle varie indennità assicurative) andrebbero a coprire le altre voci come il rimborso integrale del valore della crociera (comprensivo delle tasse portuali), il rimborso dei transfer aerei e bus (inclusi nella pratica crociera), il rimborso totale delle spese di viaggio sostenute per il rientro, le spese mediche sostenute, e le altre spese sostenute durante la crociera, come ha spiegato Pietro Giordano, segretario generale Adiconsum. “È un accordo storico, che chiude una vicenda drammatica. Una vera class action stragiudiziale, che risarcisce anche il danno biologico per stress e vacanza rovinata in modo congruo”, ha commentato Carlo Pileri, presidente dell'Adoc. Voce fuori dal coro quella del Codacons, che contesta l'accordo e considera l'importo di 14mila euro “un'elemosina da non accettare”.
Le ricerche- Continuano intanto le ricerche dei dispersi. I palombari della Marina Militare hanno fatto brillare una prima microcarica esplosiva per aprire un varco nel ponte 5. Poi vigili del fuoco, protezione civile e guardia costiera proseguiranno le ricerche nelle zone della nave prima inaccessibili. Ancora 16 persone mancano all'appello.
Gli interrogatori degli ufficiali e di Ciro Ambrosio- Concordano su un punto ufficiale gli ufficiali in plancia che erano quella sera con Francesco Schettino: la colpa della manovra errata che ha portato all'impatto della nave con gli scogli è tutta del comandante. Qualcuno di loro lo aveva pure avvertito, ma lui non avrebbe ascoltato. E' questo quello che è emerso dagli interrogatori a cui sono stati sottoposti l'altro ieri quattro ufficiali della Concordia, nella caserma dei Carabinieri di Grosseto, e dall'interrogatorio di oggi in Procura di Ciro Ambrosio, primo ufficiale e vicecomandante, l'unico indagato insieme a Schettino. ''Sono tranquillo, ha detto oggi il legale di Ambrosio, l'avvocato Salvatore Catalano, abbiamo armi per difenderci con onorabilità. Dimostreremo che il mio assistito non ha responsabilità nei fatti''.
Gli ufficiali hanno sottolineato come Schettino ''sottovalutò a pieno la situazione''. L'ufficiale Mario Pellegrini ha fatto mettere a verbale che lui, Bongiovanni e Canessa eravamo concordi di dichiarare lo stato di emergenza generale, ma il comandante pareva non comprendere la gravità della situazione e insisteva a contattare Ferrarini. Quest'ultimo non è stato ancora sentito ma ha mandato una memoria di tre pagine al Senato, spiegando le sue 17 telefonate con Schettino, e sostenendo che il comandante gli abbia fornito informazioni fuorvianti. Anche Ambrosio, da quello che è emerso, avrebbe ribadito ai magistrati che lui disse a Schettino di accostare a dritta, ma il comandante invece continuò la rotta, aumentando anche la velocità di due nodi.
Negligenze- Inoltre, secondo la versione degli ufficiali, vi sarebbero state negligenze e ritardi da parte del comandante anche nell'annunciare l'abbandono nave. Il primo ufficiale di coperta Mario Iaccarino ha affermato: “Quella rotta fu decisa solo ed esclusivamente da Schettino, che ha un’innata arte marinaresca ma che però manca in consapevolezza e rispetto dei limiti estremi”. Inoltre, l’ufficiale Alessandro Di Lena dice: “Tutti noi eravamo convinti di far partire speditamente l’abbandono della nave. Glielo abbiamo chiesto ma era al telefono con Ferrarini. E penso che il comandante avrebbe dovuto semplicemente informarlo della situazione in atto, ma era lento nel valutare e non sembrava in grado di gestire la situazione. Ogni volta che l’ufficiale radio chiedeva di dare il may day, Schettino gli ordinava di aspettare”. Anche Andrea Bongiovanni, membro dell’equipaggio, sostiene che Schettino ''non voleva dare l'allarme del segnale generale come invece noi ufficiali volevamo''. Infine, il cartografo Roberto Canessa sostiene: “Quando abbiamo detto che la situazione era di un black out a bordo e che tutto era sotto controllo, non riportavamo la situazione veritiera. Ma ce lo aveva ordinato Schettino”. La verità integrale verrà fuori comunque quando sarà analizzata la scatola nera. Tutti pronti ad abbandonare Schettino quindi, ma solo dopo, a tragedia avvenuta. E’ su questo che la procura vuole indagare. Tanti i dubbi che restano. Come mai non hanno cercato di fermarlo e sono rimasti zitti? Cosa si saranno detti in realtà Schettino e Ferrarini al telefono?
La Procura di Grosseto sta cercando Domnica Cemortan, la 25enne moldava che la sera del 13 gennaio sarebbe stata vista sulla nave insieme al comandante. La ragazza, dopo un'intervista ad alcune tv nei giorni scorsi, sembra svanita nel nulla. I pm grossetani vorrebbero invece ascoltarla per ricostruire le fasi drammatiche del naufragio, ma al momento non si hanno notizie. Stamattina in Procura si è presentato di nuovo anche il capo della sala operativa della Capitaneria di porto di Livorno, Gregorio De Falco. Anche se non sono stati spiegati i motivi della sua presenza in Procura, è verosimile pensare che i magistrati vogliano approfondire alcuni aspetti delle sue testimonianze per ricostruire quanto accadde la sera del 13 gennaio.
Operazione carburante- Il commissario delegato all'emergenza al Giglio, Franco Gabrielli, ha fatto sapere che l'operazione di pompaggio del carburante dai serbatoi della Concordia potrebbe slittare di qualche ora, quindi da domani a domenica. Lo scafo della nave in ogni caso al momento mostra stabilità,"non ci sono rischi che il relitto si muova". Quanto al costo complessivo dell'operazione di recupero e messa in sicurezza della nave, oltre che della ricerca dei dispersi, Gabrielli non si esprime: "Le emergenze costano, a costo zero non esistono, non si possono fare".
Michela Magrini
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