Giovedi, 23 Febbraio 2012

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Terremoto, la terra torna a ribellarsi nel Nord Italia


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Terremoto, la terra torna a ribellarsi nel Nord ItaliaNon erano ancora le quattro del pomeriggio di oggi quando la terra ha ricominciato a tremare in tutto il Nord Italia. Si tratta della stessa zona colpita dal sisma martedì scorso: Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Trentino Alto Adige, Veneto, Piemonte e Lombardia hanno avvertito la scossa quasi allo stesso modo.

Prime stime- Secondo le prime valutazioni effettuate dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), la violenta scossa - durata solo pochi secondi - sarebbe stata di magnitudo 5.4 della scala Richter, più forte di quella del 25 gennaio. Sempre secondo le stime dell'Istituto di Vulcanologia, l'epicentro del terremoto si colloca in Emilia, precisamente a Parma, tra Corniglio e Berceto (nella zona dell'Appennino tosco-emiliano), a una profondità di 60,8 chilometri ed estendendosi per un raggio d'azione molto ampio - fino a 100 chilometri - proprio in ragione della sua profondità. Stesso motivo per cui, paradossalmente, il sisma è stato avvertito meno nelle zone di epicentro che nel resto delle regioni.

Pericolo di un effetto domino?I vigili del fuoco e protezione civile stanno procedendo con i dovuti accertamenti, ma per il momento, per fortuna, nessun danno è stato rilevato. Grande, invece, rimane la paura per la popolazione, che nel giro di due giorni, ha avvertito la minaccia di un imminente pericolo per ben due volte. Difficile lasciarsi alle spalle il timore che possa succedere ancora. Ipotesi, peraltro, avvalorata dal manifestarsi di una seconda scossa intorno alle 16.23 di oggi, circa 30 minuti dopo la prima, e una terza alle 16.34. In altri termini, si teme che questo sia il segnale di un imminente sciame sismico. Come ha chiarito Salvatore Barba, sismologo dell'Ingv “è possibile che ci siano altre scosse dopo quella di oggi, anche più forti. E' stato un terremoto particolarmente profondo - ha poi proseguito il sismologo - molto più della media della zona che è di 25-30 chilometri e questo ha sicuramente attutito l’effetto. Ricordiamo che all’Aquila la profondità fu di appena 7 chilometri".
Secondo gli esperti, inoltre, eventi sismici così importanti potrebbero anche produrre stress sismico su altre faglie attigue a quella interessata.

Enza C. Guagenti

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