Giovedi, 24 Maggio 2012

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Eurostat: cresce la fiducia delle imprese nell’eurozona. Ma l’Italia segna il passo



     

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Eurostat: cresce la fiducia delle imprese nell’eurozona. Ma l’Italia segna il passoChi ha detto che l’economia è senza cuore? La Commissione europea ha diffuso i dati sul “sentimento economico” e la “fiducia” delle imprese resi noti proprio oggi dall’Eurostat.

Due espressioni – sentimento, fiducia – di solito attribuite al campo delle relazioni umane e non al gelido settore dei numeri che, soprattutto negli ultimi anni, ha davvero poche belle sorprese da riservare. E infatti, è bene precisare subito, si tratta di puro maquillage letterario.
Perché dietro al “sentimento” in questione non ci sono affetti o amicizie ma solo il rigore dei numeri sull’andamento dei fattori macroeconomici. Di buono c’è che, comunque lo si chiami, il mood dell’economia europea in questo primo mese di gennaio registra un piccolo ma significativo incremento, per la prima volta dal marzo del 2011. L’aumento è di 0,6 punti nella zona Euro e di 1,2 nella Ue allargata a 27.

Ma le buone notizie finiscono qui. Perché, in controtendenza, in Italia l’indice che misura la fiducia di imprese e consumatori cala vistosamente di 1,1 punti (volendo, ci si può consolare guardando al decremento ancora più vistoso della Francia: - 2,1 punti).

Nuvole nere anche sul fronte dei risparmi, a cui le famiglie europee, in tempi di crisi, continuano giocoforza ad attingere a piene mani.
Nel terzo trimestre del 2011, secondo l’Istituto di statistica europeo, i redditi delle famiglie dei Paesi dell’eurozona sono scesi in termini reali dello 0,4% rispetto al trimestre precedente. Di contro sale, anche se di poco, la spesa per consumi, cresciuta dello 0,1%.
 Il tasso medio di risparmio delle famiglie ha registrato quindi un inevitabile calo (dal 13,7 al 13,3%). Nell'insieme dei Paesi Ue il tasso di risparmio è sceso dall'11,7 al 10,9%.

Per quanto riguarda l’Italia, l’Istat invece ha registrato per il quarto trimestre del 2011 un indice di fiducia delle imprese in calo. Da 92,5 a 92,1 nel settore manifatturiero; più vistoso nel comparto produttivo di beni strumentali, dove passa da 91,2 a 90,2, e in quello dei beni strumentali, dove scende da 95 a 93,9; mentre nel settore dei beni intermedi si registra un leggero aumento, da 90,9 a 91,7.

A gennaio invece sale l’indice di fiducia solo per le imprese di costruzione (da 80,2 a 82,2) mentre è in calo negli altri comparti e crolla nel settore del commercio al dettaglio, che passa da 81,7 di dicembre a 78,4 di oggi, il valore minimo dal 2003.


Giuseppe De Marco

 


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