Giovedi, 24 Maggio 2012

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Tagli agli stipendi dei parlamentari: anche la Casta piange...lacrime di coccodrillo



     

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Tagli agli stipendi dei parlamentari: anche la Casta piange...lacrime di coccodrilloNessun italiano ci avrebbe scommesso. Neppure un centesimo. Invece, ecco il miracolo del secolo: Il Parlamento ha usato le forbici sui propri, onorevoli stipendi. Chi lo avrebbe mai detto? Dopo varie polemiche sulla reale

volontà dei deputati di rinunciare a qualcosa in un momento di grave crisi economica, la Casta ha deciso di zittire i pettegolezzi attraverso un provvedimento senza precedenti, almeno nella forma mentis di un popolo come il nostro, abituato agli inossidabili vantaggi della classe politica. Ma qual'è il trucco, allora? Vediamo i punti cardine della sforbiciata.

Incredulità- La decisione di Mario Monti di non indicare misure di contenimento dei costi della politica nel decreto “Salva-Italia”, aveva fatto acuito la polemica facendo ritenere ai più che i fatidici tagli sarebbero stati rinviati alle calende greche. Ieri, l'inaspettata notizia: lo stipendio dei parlamentari sarà decurtato di 1.300 euro lordi (700 euro al netto), mentre quello degli organi apicali (Presidenti di Camera e Senato, ad esempio) verrà ridotto di un ulteriore 10%. A stabilirlo è stato lo stesso Ufficio di presidenza di Montecitorio. Ma la sforbiciata non è stata inflessibile come da programma, così, in luogo di una netta eliminazione dei 3.690 euro destinati ai “portaborse”, si è poi optato per il flebile taglio del rimborso forfettario, nel senso che solo il 50 % di tale rimborso dovrà essere rendicontato dal singolo deputato, mentre il rimanente sarà “libero”.

Un giochetto abile- L'ufficio di Presidenza, inoltre, per quanto concerne il vitalizio, ha approvato il passaggio dal sistema retributivo al sistema contributivo pro-rata, come previsto dal regolamento applicativo del nuovo sistema previdenziale per i deputati. Tale passaggio comporta, udite bene, un aumento di 1300 euro in busta paga per via del differente sistema di tassazione. Dunque il taglio è solo un giochetto messo a punto abilmente, per dare una parvenza di pio senso del dovere.

Il finto pianto- L'impressione, dunque, è che “l'auto-revisione” di Montecitorio sia più una decisione obbligata che una reale volontà di contribuire, insieme a tutti gli italiani, al sacrificio. Per non essere tacciata di vampirismo da un esangue popolo vessato con misure austere, quanto sbilanciate a sfavore della maggioranza, la Casta ha ceduto, anche se di poco, anche se per finta. Anche nel caso in cui questa lettura fosse errata, si stenterebbe a trattenere il maligno pensiero che la “cessione” di una parte dei suoi benefici sia stata molto sofferta dalla Casta, come lo fu per Whoopi Goldberg in una famosissima scena di “Ghost”, quando-costretta dal protagonista, Sam, a regalare un assegno milionario in beneficenza, lo “mollò” solo a causa di un pronto strattone, mentre rabbiose lacrime segnavano il suo disappunto. Le stesse lacrime che forse solcheranno in queste ore il viso dei nostri rappresentanti, perché anche la Casta, a volte, piange. Ma forse sono lacrime di coccodrillo.

Enza C. Guagenti


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