Giovedi, 24 Maggio 2012

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Disoccupazione: mentre in Italia è record dal 2004, in Germania è ai minimi storici



     

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 Disoccupazione: mentre in Italia è record dal 2004, in Germania è ai minimi storici  Torna a crescere la disoccupazione nel nostro Paese, mentre in Germania si attesta al minimo storico. I dati diffusi dall’Istat su stime provvisorie parlano di un tasso all'8,9% in rialzo di 0,1 punti percentuali su novembre e di 0,8 punti su dicembre 2010. È il più alto dal 2004 registrato in Italia. Se si guarda alle serie storiche trimestrali è il più alto dal terzo trimestre 2001. Questi

 dati, anche se alquanto preoccupanti, non ci stupiscono però più di tanto. La piaga della disoccupazione è sotto gli occhi di tutti, già da molto tempo. Andiamo a vedere nel dettaglio.

I dati- A dicembre il numero di disoccupati in Italia ha raggiunto quota 2 milioni e 243mila ed è aumenta dello 0,9% rispetto a novembre (20 mila unità). Gli occupati a dicembre 2011 sono 22.903.000, un livello sostanzialmente invariato rispetto a novembre, in presenza di un calo della componente maschile e di una crescita di quella femminile. Nel confronto con l'anno precedente l'occupazione diminuisce dello 0,1% (-23 mila unità). L'occupazione poi cala anche nelle grandi imprese. A novembre al netto della stagionalità e al lordo dei dipendenti in Cig è diminuita dello 0,1% rispetto a ottobre. Al netto dei dipendenti in Cig si registra un calo dello 0,4%.

Allarme giovani- Ancora una volta, a pagare il prezzo più alto, sono i giovani: uno su tre di quanti partecipano attivamente al mercato del lavoro, è senza impiego con un tasso di disoccupazione al 31%, in calo di 0,2 punti base rispetto a novembre, ma in aumento di 3 punti su base annua. Complessivamente, nell’Eurozona i giovani disoccupati erano 3,920 milioni e 5,493 milioni nella Ue, e rispetto al mese di dicembre 2010 sono aumentati rispettivamente di 113mila e 241mila. Il tasso di disoccupazione tra i giovani era così al 21,3% e al 22,1% rispettivamente contro 20,6% e 21% di un anno prima.

Disoccupazione maschile- L'Istat spiega che, sempre a dicembre 2011, è incrementata soprattutto la disoccupazione maschile. Su base annua si registra una crescita del 10,9% (221mila unità). Alla fine dell’anno scorso, quindi, il tasso di occupazione a dicembre è pari al 56,9% (fermo sul mese e in calo di 0,1 punti percentuali sull'anno) con un tasso di inattività al 37,5% (-0,1 su mese e -0,5 su anno). Più nel dettaglio, l'analisi di genere mostra per i maschi un tasso di occupazione al 67,1%, di disoccupazione all'8,4% e di inattività al 26,7%; per le donne il tasso di occupazione è al 46,8%, quello di disoccupazione al 9,6% e di inattività al 48,2%.

La Germania- Se nel nostro Paese la situazione è notevolmente preoccupante, il quadro tedesco è invece totalmente diverso. Nel mese di gennaio, in Germania la disoccupazione è ai minimi storici. Secondo le statistiche nazionali diffuse dall'agenzia per l'impiego, il rapporto tra persone in cerca di lavoro e forza lavoro è sceso al 6,7% destagionalizzato, dal 6,8% di dicembre. Si tratta addirittura del dato più basso da 20 anni. Più precisamente, il numero dei disoccupati è calato di 34mila unità a gennaio (arrivando a 2,849 milioni), dopo la contrazione di 25mila unità registrata a dicembre. Anche questa lettura è decisamente migliore rispetto alle previsioni degli economisti, i quali prevedevano un calo di 10mila unità. A livello non destagionalizzato invece il tasso di disoccupazione cresce di 0,7 punti al 7,3% con un incremento del numero dei senza impiego di 302mila unità a 3,08 milioni. A sorpresa, scendono anche le vendite al dettaglio. A dicembre sono scese dello 0,9% su base annua e dell'1,4% su base mensile, mentre gli analisti si aspettavano un +0,5% mensile. Sull'intero 2011 il retail è cresciuto dello 0,9% rispetto all'anno precedente.

La zona euro- Ad eccezione della Germania, però, secondo dati dell'Ufficio statistico dell'Unione europea, la disoccupazione nell’Eurozona a dicembre ha raggiunto il massimo dall'introduzione della moneta unica e questo, almeno un minimo, potrebbe consolarci. Nel mese di dicembre, il tasso di disoccupazione nell'Eurozona risulta essere pari al 10,4% (lo stesso livello di novembre dopo la revisione dal precedente 10,3% e in linea con le attese degli economisti), mentre nell’Europa a 27 si attesta al 9,9% (lo stesso valore di novembre dopo la revisione da 10,3%. 23,8 milioni di persone nell’Europa a 27 sono quindi senza un lavoro. Rispetto a un anno fa la disoccupazione registra un aumento (era pari al 10% nell'Eurozona e del 9,5% nell’Europa a 27), ma risulta stabile rispetto a novembre. Naturalmente gli andamenti sono differenti da Paese a Paese: in Austria il tasso di disoccupazione è del 4,1%, in Spagna al 22,9%, in Francia al 9,9%.

Dati preoccupanti per l’Ue- L'Unione europea è ovviamente preoccupata. Un portavoce della Commissione Ue ha detto: "Dobbiamo agire ora, è inaccettabile che ci sia un livello così allarmante di giovani senza lavoro". Nel frattempo, il presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso ha inviato oggi delle lettere agli otto paesi con i più alti livelli di disoccupazione giovanile, inclusa l'Italia, auspicando l'uso di fondi europei per favorire l'accesso al lavoro per i giovani. Cosa c’è scritto nelle lettere? Tali lettere seguono la dichiarazione congiunta adottata nella nottata dal summit Ue che fissano nuovi obiettivi per favorire l'occupazione giovanile. Barroso, secondo quanto ha riferito la sua portavoce Pia Ahrenkilde Hansen, ha voluto informare gli Stati sull’invio, già a febbraio, di squadre di esperti in materia di occupazione giovanile nei Paesi interessati.

I commenti di Napolitano e della Fornero- “Uscire dal tunnel della crisi è possibile facendo sacrifici”, così ha commentato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano salutando i pubblici amministratori di Bologna, dove si trova per una seconda giornata di incontri istituzionali. Anche se l’Italia dovesse uscire dalla crisi economica “materialmente impoverita”, l'importante “è che esca più sobria e più giusta”. A proposito dei giovani, il capo dello Stato ha ricordato le loro difficoltà, sottolineando anche, riferendosi alla questione del debito pubblico: “Noi non possiamo lasciare sulle spalle delle generazioni più giovani e di quelle che verranno questa spaventosa eredità. I sacrifici, le severità e le durezze messe in campo dalle misure amministrative e governative puntano all'obiettivo essenziale per il futuro del Paese che è l'abbattimento del debito pubblico accumulatosi nel tempo”.La disoccupazione è la principale preoccupazione anche per il ministro del Lavoro Elsa Fornero. Lo ha detto a margine di un'audizione alla Camera. “Vorrei che la gente lavorasse. La riforma del mercato del lavoro la pensiamo per aumentare l'occupazione”, ha aggiunto il ministro. Riguardo alle pensioni poi, la Fornero ha detto che la partita si è chiusa e che non tornerà indietro.

Michela Magrini


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Fabrizio Bartolomucci  - La saggezza della Merkel |01-02-2012 15:12:51
La saggia sebbene spietata politica della Merkel sta cominciando a dare i suoi frutti.
Concentrata l'attenzione dei mercati sui paesi meridionali e confidando nei fondi a buon mercato che riceve grazie alla tripla A, può espandere liberamente gli investimenti senza aumentare le tasse, aumentando il già imponente debito creato per la riunificazione delle due Germanie e mai revisionato da operatori internazionali. Ciò mentre gli altri paesi sono costretti a ridurre i propri investimenti e ad aumentare le tasse limitando la propria espansione sul mercato di nuovo a favore della Germania alimentando il processo. Quello che mi domando è se tolto Berlusconi non c'è qualche altra testa pensante lì su.