Giovedi, 24 Maggio 2012

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Tagli anche al Senato, ma le indennità rimangono uguali



     

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Tagli anche al Senato, ma le indennità rimangono ugualiDopo la sforbiciata indolore agli stipendi della Camera, oggi è stato il Senato a ridurre l'indennità dei parlamentari del 13%, ovvero di 1.300 euro lorde al mese. Ma in questo caso non si ripeterà il trucchetto messo in atto a Montecitorio, dove i tagli

in sostanza avevano lasciato invariata la busta paga per effetto del passaggio dal sistema pensionistico retributivo a quello contributivo, che produce la lievitazione degli stipendi proprio di 1.300 euro lorde, guarda caso, la stessa cifra che i deputati hanno finto di decurtare. Un vero bluff. I senatori hanno deciso, invece, di devolvere l'incremento in questione per ridurre il bilancio. Lo ha annunciato il questore leghista Paolo Franco: ”E' utile essere chiari - precisa Franco -, questo è un mancato aumento, non si tratta di una riduzione delle indennità ma di un modo per evitare che ci fossero aumenti derivanti dall'introduzione del sistema contributivo”. Meglio chiarire, che passare per “reticenti” (con un eufemismo di "imbroglioni"), come i deputati.

Tagli o tagli degli incrementi? In sostanza, la famosa misura che gli italiani aspettavano da tempo, è stata presa per evitare di irritarli ulteriormente una volta scoperto che la rinuncia al vecchio vitalizio comporta un aumento degli stipendi (al netto in busta paga) a causa di un differente trattamento fiscale. I tagli dunque non fanno altro che rendere nulli gli effetti dei nuovi aumenti di cui i parlamentari avrebbero beneficiato in assenza di una tale misura. In media, ciascun parlamentare, avrà ancora 5mila euro netti in tasca. “È la stessa decisione assunta ieri dall’Ufficio di presidenza della Camera - ha chiarito ulteriormente il senatore della Lega - ma con una differenza non di poco conto. Mentre i risparmi del taglio dei deputati confluiranno in un fondo a disposizione dei parlamentari, diciamo pure un fondo nero, quelli dei senatori saranno restituiti allo Stato e quindi ai cittadini”.

Modifica dei benefit a vita- Ma l'Ufficio di presidenza del Senato ha deciso di intervenire anche su altre questioni, come quella relativa ai c.d. “benefit a vita”, cioè tutti quei privilegi riservati agli ex presidenti di Camera e Senato come alloggi, auto blu, uffici e così via. Ad annunciarlo è stato Renato Schifani che ha affermato la volontà di recepire “entro febbraio il dettato legislativo (del decreto legge del 6 luglio 2011 n°98, ndr) che stabilisce la temporaneità dei benefit degli ex presidenti del Senato”. "Sono d'accordo, parlerò con Schifani e come abbiamo fatto per le precedenti questioni, i due rami del Parlamento uniformeranno le loro decisioni", ha commentato a caldo il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a proposito delle dichiarazioni di Reanto Schifani sull'introduzione dei benefit temporanei per gli ex presidenti dei due rami del Parlamento, che attualmente sono “a vita”.

Enza C. Guagenti

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