Giovedi, 24 Maggio 2012

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Spread sotto i 400 punti, contesto europeo in cambiamento



     

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 Spread sotto i 400 punti, contesto europeo in cambiamentoIl differenziale BTp/Bund decennali è sceso in maniera verticale sotto i 400 punti base. Un dato importante di fiducia verso il nostro Paese sul lungo termine. I titoli a breve termine avevano già subito un calo vertiginoso sino a rientrare dentro i parametri naturali e sostenibili.

Si tratta, comunque, di un dato ancora lontano dalla normalità, ma se coordinato con l’abbassamento del rendimento dei Bund il dato è ancora più positivo.

Naturalmente è ancora presto per cantare vittoria, perché il dato ha un legame profondo con le misure di austerità portate avanti dal Governo guidato da Mario Monti, adesso, se si vuole continuare su questa strada, occorre crescere e sviluppare. I motivi del calo del differenziale, però, non va ricercato solo nelle politiche domestiche, ma bisogna tenere conto dei due tagli di 0,25% dei tassi, con la Banca centrale europea pronta, se dovesse essere necessario, a tagliare il costo del denaro di 0,50%.

Il dato dell’abbassamento dello spread è in sintonia con un mutamento di scenario della finanza europea, un po’ tutti i titoli sono in calo.

Le prospettive future, secondo l’accordo raggiunto in Europa nel marzo scorso, sono abbastanza complesse e difficili: un taglio di 1/20 del debito pubblico per la parte eccedente il 60% dello stesso. Tradotto vuol dire una manovra ogni anno di circa 40 o 50 miliardi. Per potere sostenere una politica di questo tipo occorre sviluppare, altrimenti ciò che già esiste ed è immesso nel mondo dell’economia potrebbe collassate sotto l’inseguimento di questi numeri.

Lo sviluppo non è quindi semplicemente una parola astratta, ma serve per raggiungere livelli accettabili dello spread, altrimenti potremmo soffocare negli interessi passivi nell’arco di 10 anni, e poi perché per rispettare il patto dell’abbattimento di 1/20 di debito pubblico bisogna aumentare la base imponibile, non aumentare la pressione fiscale.

Antonio Marchetta


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