Giovedi, 24 Maggio 2012

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Monti: il tecnocrate dell'Iperuranio



     

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Monti: il tecnocrate dell'IperuranioI tecnici, per definizione, sono professionisti poco ancorati alla reale vita pratica, che sbirciano solo di tanto in tanto, tra la lettura di un libro ed un altro. E' una opinione assodata, ma un altro indizio in tal senso ce lo ha fornito ieri sera lo stesso super professore Monti, ospite a Matrix.

Intervenendo sulla riforma del lavoro, ha spiegato ai giovani italiani che Il posto fisso non esiste più e che “i giovani devono abituarsi” a questa idea. Quindi il premier aggiunge una nota, per così dire interpretativa, sostenendo che svolgere costantemente lo stesso lavoro “è noioso”. Ergo: bisogna cambiare lavoro per evitare di annoiarsi."Tutte le cose che stiamo cercando di fare sono operazioni di ricerca della consapevolezza. I giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. E poi, diciamolo, che monotonia".

La noia agognata dagli italiani-
Giusto, il posto fisso ormai è tramontato da tempo e tutti siamo ormai abituati all'idea, ma il presidente del Consiglio forse si sarebbe potuto risparmiare la lezione dal sapore ironico, poco ancorata alla realtà. Prima di tutto perché il posto fisso non è una scelta; in secondo luogo perché se nel mondo delle idee, il platonico Iperuranio, cambiare attività lavorativa, fare esperienze sempre diverse può essere stimolante e formativo, nel “mondo italiano” reale vivere da precari non è semplice: la banca non concede il mutuo senza la garanzia del posto fisso; costruire una famiglia diventa un miraggio e l'incertezza sgretola i nuclei esistenti. Forse il cambiamento sarebbe una prospettiva positiva se ancorata al certezza di non “rimanere a casa” tra una esperienza ed un altra. Il problema, caro professore, è che lavorare per tre mesi per poi rimanere privi di occupazione per gli altri 9 non è divertente. Meglio annoiarsi. A questo proposito, la soluzione di Monti alla precarietà è una blanda "riforma degli ammortizzatori che tuteli il singolo lavoratore quando deve cambiare lavoro, senza legare la tutela del lavoratore a un posto di lavoro che diventa obsoleto”. Basterà? Sicuramente non alle banche. Nessuna banca concederebbe un mutuo ad un cassaintegrato!

“Ridurre l'apartheid”- Il presidente ha poi spiegato – sempre da buon professore- che “La finalità principale della riforma è quella di ridurre il terribile apartheid che esiste tra chi per caso o per età è già dentro e chi fa fatica ad entrare”. Lapidario e tecnocrate anche sull'articolo18, ha poi affermato: "Non è un tabù, può essere pernicioso per lo sviluppo dell'Italia e il futuro dei giovani in un certo contesto, ma può essere abbastanza accettabile in un altro contesto”. Forse è tornata l'era della politica platonica. Se il presidente riuscirà ad ancorarla ai problemi reali dei cittadini...ben vengano le sue soluzioni tecniche, in caso contrario il professore dovrà abituarsi all'idea che il popolo italiano, stanco e "annoiato" di nuotare in acque incerte, possa tornare a mobilitarsi contro la sua unica certezza: la crisi epocale.

Enza C. Guagenti




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