Sono passati pochi giorni dal ripristino della normalità in Sicilia, dopo i disagi causati dallo sciopero degli autotrasportatori e dei blocchi stradali organizzati in tutta l'isola dal Movimento dei Forconi, che si riaccende il fuoco della protesta.
I rappresentanti del movimento si erano detti “delusi” da quanto ottenuto dal Governatore siciliano Lombardo che aveva incontrato il Premier Monti a Palazzo Chigi a Roma, nel tentativo di dare una soluzione alle istanze avanzate con la dirompente protesta del movimento.
Ora, l'ipotesi paventata diventa sempre più reale e i leader dei Forconi hanno dichiarato che il movimento e' pronto a rilanciare la protesta in Sicilia, senza però intraprendere azioni penalizzanti per i cittadini, che ancora non hanno dimenticato i gravi disagi e le speculazioni di molti negozianti rei di aver alzato i prezzi dei prodotti a dismisura, anche dopo la fine della serrata. Il leader dei Forconi, Mariano Ferro, ha convocato Catania un'assemblea, annunciando che la protesta sarà localizzata in"obiettivi mirati, come le raffinerie e le sedi dell'Agenzia delle entrate".
La protesta prende corpo anche sul Web, e le parti in gioco si sfidano a suon di post sulle proprie pagine di Facebook e sui propri blog.
A detta di Ferro, a dare nuovo impulso alla protesta sono "i silenzi della politica, a Palermo come a Roma". Dalla pagina Facebook del leader si leggono le richieste del movimento che urgentemente devono essere risolte “defiscalizzazione dei carburanti per tutti i siciliani, (che ricordiamo costano di più che in altre parti d'Italia), normative diverse sulla riscossione delle tasse (Serit), nuove regole per la grande distribuzione che aiutino la redistribuzione dei profitti, norme anti taroccamento dei nostri prodotti. In buona sostanza e solo per non produrre ancora una volta un nuovo elenco di rivendicazioni, i Forconi chiedono allo stato di applicare quello che da sessant’anni è rimasto nel cassetto: lo Statuto speciale della Regione siciliana. Per questo chiediamo ai siciliani di apporre una firma di adesione alla “vertenza Sicilia”.
E dal suo blog il governatore Lombardo definisce irragionevole la nuova ondata di proteste e il malcontento del movimento. Lombardo è impegnato nei lavori del tavolo tecnico istituito dopo l'incontro romano con il governo centrale, e rivendica il ruolo attivo e propositivo della Regione Siciliana nella vertenza in atto: "Mi auguro che i cittadini siano, non dico tranquillizzati, ma almeno consapevoli che io e il mio governo non ci fermeremo".
Lombardo conferma l'impegno senza sosta, contro uno degli elementi che arrecano maggior danno ai prodotti locali, e cioè il "taroccamento" e assicura che il governo sta intervenendo anche per creare un fondo di garanzia che aiuti gli agricoltori, gli artigiani, le famiglie a realizzare un impianto fotovoltaico "Se riuscissimo ad assicurare una media di 100 kilowatt a ogni famiglia daremmo una mano all'economia siciliana come non mai".
E oggi all' Ars è intervenuto anche l'assessore Armao, dichiarando “Sarebbe importante avere istituti di credito veramente siciliane che, nel pieno rispetto delle regole, puntino sull’impresa, la sostengano e l’aiutino piuttosto che rendergli il credito quantomeno difficile. Stiamo lavorando poi ad una serie di note con le quali intervenire su sprechi e privilegi a cominciare da quelli della macchina amministrativa regionale. Ancora, sui fondi strutturali. Abbiamo un ritardo, non c’è dubbio. Ieri ci siamo incontrati con il ministro Barca al quale abbiamo chiesto, così come fatto in Campania, che ci sia una collaborazione stretta con il ministero in modo che si veda giorno per giorno cosa facciamo, dove sbagliamo, cosa si deve correggere. Il 7 incontrerò dei tecnici del ministero e la settimana successiva faremo un incontro qui da noi e poi verrà anche il ministro Barca a visitare alcuni luoghi e alcune imprese importanti del nostro sistema economico. Vado ogni settimana a Roma per vedere il ministro dei trasporti per parlare di eco-bonus da incrementare, abbiamo insediato il tavolo per il federalismo fiscale e per le accise. Tutti argomenti e temi che andavano a dieci a l’ora e noi dobbiamo farli andare a 120 se non a 150 all’ora”.
Gaia Gerbino
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