Giovedi, 24 Maggio 2012

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Responsabilità civile dei magistrati: la rivalsa della Lega



     

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Responsabilità civile dei magistrati: la rivalsa della LegaLa Lega è riuscita a spuntarla sul governo con un emendamento, presentato dal leghista Gianluca Pini sulla responsabilità civile dei magistrati. Secondo il testo: “Chi ha subito un danno ingiusto per effetto di un comportamento, di un atto o di un provvedimento”

giudiziario “in violazione manifesta del diritto o con dolo o con colpa grave nell’esercizio delle sue funzioni o per diniego di giustizia”, dovrà essere risarcito non più dallo Stato, ma dai giudici che hanno commesso l'errore. Invero, la responsabilità civile dei giudici è già contemplata dalla legge 117/88, che prevede il diritto al risarcimento nel caso di un errore commesso con dolo o colpa grave. La novità riguarda la “violazione manifesta del diritto”. Il che vuol dire tante cose: se ad, esempio un uomo viene ingiustamente detenuto con una misura cautelativa in attesa del verdetto di innocenza o colpevolezza, per poi essere assolto, il giudice deve risarcirlo. Ma così non si rischia di “intimidire” l'azione della magistratura, per paura di inciampare in una spropositata responsabilità? Senza contare che ne scaturirebbe una lunga catena di infiniti processi (ricorso per violazione manifesta del diritto inoltrata contro i giudici di primo grado, Appello e Cassazione ad altrettanti tre giudici e tre nuovo giudizi, a loro volta suscettibili di essere riaperti in secondo e terzo grado e così via, all'infinito).

Questione politica- Ma la questione che la Lega ha voluto sollevare, più che giuridica sembra prettamente politica, diciamo che con 261 voti a favore e 211 contro l'emendamento (protetti dal voto segreto), Bossi ha preso “due piccioni con una fava”. Da un lato ha inflitto un duro colpo al governo sparigliando la maggioranza; dall'altro ha colto l'occasione – insieme al Pdl - per formulare una sorta di provocazione nei confronti della magistratura, che già minaccia di scioperare, mentre l’Associazione nazionale magistrati ha espresso il suo duro parere sostenendo che l’emendamento è “un tentativo di intimidazione, una norma incostituzionale".
Il sospetto che il voto sull'emendamento sia stato solo un aggancio per sferrare un attacco politico alla maggioranza nasce dalla modalità con cui la Lega ha deciso di affrontare un tema spinoso: un modo “sommario”, piuttosto che una riforma organica della giustizia. Così il Carroccio ha inserito la modifica nel disegno di legge sugli “adempimenti degli obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee”, puntando su un tema caldo per molti esponenti del Pdl e - a giudicare dall'esito del voto – anche del Pd e del Terzo Polo, che ha fatto “tornare in vita" la coalizione Lega-Pdl, attraverso la votazione di un provvedimento manifestamente osteggiato dall'Esecutivo, che infatti l'aveva bocciato.
Adesso toccherà al Senato esprimersi sull'emendamento. Anche in questa sede verrà tolto terreno da sotto i piedi di Monti?

Enza C. Guagenti


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