Il Tribunale del Riesame di Firenze ha respinto entrambi i ricorsi presentati ieri dalla Procura (che chiedeva il carcere) e dalla difesa (che chiedeva la liberazione), confermando gli arresti domiciliari per il comandante della nave Costa Concordia Francesco Schettino. Rimane tutto uguale quindi e in sostanza è stata confermata l'ordinanza del gip di Grosseto, Valeria
Montesarchio. Il procuratore di Grosseto, Francesco Verusio, ha commentato l’ordinanza del Riesame affermando che il Tribunale "ha accertato la sussistenza di gravissimi indizi di colpevolezza per tutti i reati contestati" a Schettino e quindi la necessità "di gravi e rilevanti esigenze cautelari". Sulla decisione il legale di Schettino, Bruno Leporatti, terrà alle 19 una conferenza stampa. Dopo aver saputo della conferma dei domiciliari, il legale ha detto che “il sistema giudiziario funziona. I giudici del riesame hanno applicato la legge senza farsi influenzare dalle suggestioni dell'opinione pubblica”. E Francesco Schettino come l’avrà presa? Questo è stato il suo commento: “Ora sono più tranquillo. Adesso pensiamo più serenamente a soffermarci sull'esame dei fatti avvenuti”, ha detto ai suoi difensori.
La rimozione della nave- Nel corso di un'audizione alla commissione Lavori pubblici del Senato, il capo della Protezione civile e commissario delegato del Governo all' emergenza, Franco Gabrielli ha detto che sette-dieci mesi di tempo per la rimozione della Costa Concordia “è un tempo ottimistico e prevede il sezionamento dello scafo, che è più facile della rimozione. Ma è un dato da prendere con le molle, la situazione è molto complessa, occorre verificare la condizione della fiancata appoggiata sul fondale”. Inoltre, la Costa ha proposto un capitolato di gara alle dieci società mondiali più attrezzate per questo tipo di interventi dando loro quattro settimane di tempo. “Al termine il committente si prenderà due settimane per valutare le proposte ed entro il 31 marzo sarà sottoscritto il contratto con la società vincitrice” fa sapere Gabrielli.
I dispersi- Intanto, nel corso dell’audizione Gabrielli ha anche reso nota la possibilità che i corpi di alcuni dei 15 dispersi possano trovarsi incastrati tra il fondale e lo scafo della Concordia. Quando la nave ha subito un’inclinazione prima di adagiarsi sulla scogliera potrebbe essersi verificato un “effetto aspirazione”: il che vuol dire che qualcuno potrebbe essere stato spinto con forza fino al fondo rimanendo così incastrato tra scafo e gli scogli sommersi. La dinamica troverebbe riscontro anche dai racconti di alcuni membri dell’equipaggio sopravvissuti alla tragedia, ha spiegato sempre Gabrielli.
Il carburante- Stando alle affermazioni del prefetto, le condizioni meteomarine non consentono l'attività di ricerca subacquea. La nave sta poi subendo modificazioni, ha degli ambienti angusti in cui c'è di tutto. Si stanno infatti studiando interventi per impedire lo scivolamento della nave, ha spiegato ancora Gabrielli. Riguardo al piano per il recupero del carburante, fa sapere che la Costa collabora, preoccupata com’è di non aggravare la sua immagine con un eventuale disastro ambientale. Tutto è stato comunque predisposto.
Esclusiva "Chi" su Schettino e la moldava- Proprio mentre arriva la decisione del tribunale, spunta una foto, in esclusiva mondiale dal settimanale "Chi" , in cui Schettino viene immortalato con la moldava, Domnica Cemortan, davanti a una tavola imbandita con ostriche e granchi. La foto ritrae il comandante con la hostess durante la sosta di una crociera, il 13 dicembre 2011, un mese prima della tragedia del Giglio, mentre i due si trovavano a Villefranche-sur-Mer. Il giornale dedica poi al comandante e alla ragazza un lungo servizio.
La moldava si difende- Nel frattempo, la 25enne moldava, in un’intervista rilasciata al settimanale Oggi,da sfogo alla sua amarezza per quello che è stato scritto sul suo conto nei giorni successivi al naufragio. "Sono tutte bugie. Non sono nata ieri. Questa notizia e' stata messa in giro apposta per mettere sotto pressione il capitano: Vogliono isolarlo anche all'interno della sua famiglia". La relazione che le è stata attribuita col comandante Schettino le da molto fastidio e per questo afferma di non aver mai detto ai magistrati che ama Schettino e di non essere la sua amante. “Vorrei capire come può essere uscita un'informazione del genere. Dicono che hanno trovato un mio bikini nella cabina di Schettino. E il mio bagaglio dov'è? Non c'è nient'altro di mio? Non ci sono pantaloni, non ci sono camice, niente? E no scusate, ci vuole qualcosa di più. Come si può costruire una storia partendo da un bikini? E poi cos'hanno trovato su questo bikini che permetta di collegarlo a me? C'era scritto il mio nome, c'era la mia foto o il mio dna?". Inoltre, Domnica smentisce con fermezza che i Pm le abbiano fatto domande su una presunta relazione col comandante: "Per sei ore ho solo riferito quello che era successo sul ponte la notte del naufragio". Domnica afferma anche di essere salita a bordo seguendo le procedure di registrazione e imbarco di tutti i passeggeri: “Non so per chi mi abbiate presa. Vi sembro una sgualdrina? Allora sappiate che parlo cinque lingue, nel mio paese e all'estero ho ottenuto diplomi di alti studi e in Francia ho frequentato un'accademia molto importante”.
Riguardo poi alla notizia emersa in questi giorni secondo cui Schettino sarebbe il padre della figlia nata due anni fa, Domnica commenta così: "Anche mia figlia adesso? Cosa volete che vi dica. Si' o no? Schettino ha i capelli neri. Mia figlia è bionda. No, non credo proprio sia figlia di Schettino. Comunque non mi interessa, dite quello che volete".
Michela Magrini
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